Un โpartito politico si definisce in molti modi ma nessuno di questi puรฒ prescindere da tre elementi costitutivi: lโorganizzazione, la finalitร pubblica e il consenso. Poi, secondo il modo con cui questi elementi si sono combinati tra di loro, si sono realizzate storicamente diverse tipologie di partito: di massa o di opinione; a insediamento locale o nazionale; a contenuto ideologico o pragmatico e via di seguito. Noi, comunque, atteniamoci al dettato costituzionale che allโart. 49 afferma: "tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale". Affinchรฉ questo dettato si concretizzi, quindi, sono necessari alcuni presupposti: lโadesione volontaria ad un progetto di societร , delle regole interne condivise, la libera circolazione delle idee. Ma soprattutto debbono essere certi i tempi, i luoghi e le modalitร per determinare (e verificare) democraticamente le linee politiche e per lselezionare la classe dirigente. Poco importa, se lโadesione a questi partiti avviene con la vecchia tessera o con una login; se le idee circolano sulla carta stampata o sui blog; se il dibattito si sviluppa on line, piuttosto che nella vecchie e fumose sezioni di un tempo(una cosa non esclude lโaltra). Lโimportante รจ che sia la base a nominare la sua classe dirigente o non viceversa e soprattutto che le linee politiche non le stabiliscano gli accadimenti contingenti nรฉ tanto meno i sondaggi dโopinione.
Pasqualino
