[SIZE=4][COLOR=blue]PIANOSA ADIEU! [/COLOR] [/SIZE]
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Una storia infinita quella dellโisola di Pianosa , oggetto di molti appetiti ma di pochi impegni. [/COLOR]
Siamo consapevoli che sullโisola insistono vincoli ambientali comunitari e nazionali , insistono importanti vincoli archeologici , che l'isola presenta un'area marina protetta e soprattutto che un turismo ragionato e sostenibile permetterebbe un volume di affari non trascurabile per l'economia dell'arcipelago . In questi ultimi tempi si รจ parlato e scritto tanto sullโisola piatta, si รจ programmato visite a numero chiuso, un immotivato ticket di accesso elevato per la stagione 2011 di 10โฌ per luglio e12โฌ ad agosto a persona, ma la domanda che ci siamo posti รจ : [COLOR=darkblue]Cosa mi restituisce Il Parco a fronte di questo ulteriore esborso?[/COLOR] Sono andato personalemnte in visita per una piccola indagine conoscitiva.
Dopo una visita sommaria ecco le prime risposte : [COLOR=darkblue]NIENTE! [/COLOR] Solo degrado ed un limitato percorso visitabile dellโisola, inoltre oggi scopriamo essere interdetta anche la zona che comprende cala del Bruciato, cala della Ruta, la spianata dellโuomo morto, localitร queste, che si sono aggiunte, dopo la famosa chiusura per Zecche del 2007 ad altri percorsi importanti, come la Grotta Contini e Punta del Marchese, anche la famosa villa di Agrippa da qualche settimana รจ inaccessibile ( il tavolato di accesso รจ pericolante e comunque, data lโinfestante vegetazione i reperti archeologici sono nascosti alla vista. A questo punto vale la pena ricordare come il direttore dellโistituto penitenziario di Porto Azzurro dott. Mazerbo abbia da tempo presentato un progetto-proposta per il reinserimento dei detenuti, nella fattispecie come il ridotto manipolo che giร adesso opera sullโisola. Si tratterebbe di un congruo numero di detenuti (150 per iniziare) in regime del art. 21, che potrebbero essere impiegati nel restauro e nella manutenzione delle strutture esistenti e ricreare una produttiva colonia agricola, ne abbiamo un esempio,infatti basta andare a visitare lโantico frutteto, ripristinato e reso produttivo dallโimpegno dei detenuti della S.Giacomo che con il loro lavoro hanno reso decoro ad un meraviglioso e rigoglioso frutteto, ripristinando ed ampliando inoltre un apiario che produce miele di alta qualitร . Oggi lโofferta attuale comprende solo la visita al porticciolo, Viale Regina Margherita, Cala Giovanna, le Catacombe ed offre vincoli di ogni genere .
La coperativa S.Giacomo da parte sua nonostante lโimpegno di due o tre detenuti, dispensa quando aperta la struttura, pasti su prenotazione ma in quanto ai servizi igienici collegati, bagni, lavandini ecc. ecc. sono da terzo mondo, mancano o sono insufficienti i rifornimenti di , carta igienica, sapone e salviette per le mani, per adesso ci limitiamo a queste poche considerazioni che ci sembrano sufficienti per non condividere un balzello di qualsiasi cifra che sโintenda pretendere per un isola a tutti gli effetti ed a ragione definita... Fantasma.
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Fabrizio Prianti [/COLOR]
