[SIZE=4][COLOR=darkblue]All’Elba il Comune Unico sta diventando invece una realtà [/COLOR] [/SIZE]
Vorremmo replicare con un titolo così all’articolo apparso sul Sole 24 Ore Centro Nord del 30 marzo “ Comune Unico è utopia “ anche se l’autore, tal Luca Centini, sembra conoscere la realtà elbana solo per sentito dire o per superati luoghi comuni. C’è un nuovo che avanza, indipendentemente da alcune istituzioni isolane e la dimostrazione è la costituzione di un Comitato per il Comune Unico nato dal basso, da semplici cittadini e dalle associazioni di categoria come la Confesercenti, la Confcommercio, l’API, il CNA, l’Associazione Albergatori, gli Industriali, la Coldiretti, quindi il mondo produttivo al completo e sostenuto da tre importanti comuni di segno politico diverso come Portoferraio, Capoliveri e Rio nell’Elba. Il Comitato è già al lavoro sulla spinta che ha avuto nell’assemblea molto partecipata tenutasi a Portoferraio alla presenza dell’assessore alle riforme istituzionali della Regione Toscana, Riccardo Nencini, dai comitati gemelli del Casentino e dell’Isola d’Ischia e dopo ampio dibattito ha già prodotto una prima bozza di proposta di legge popolare per l’istituzione del Comune Unico che dopo gli aggiustamenti che apporteranno, sia i contributi degli esperti, sia gli uffici regionali della Presidenza del Consiglio, sarà presentata in Regione prima di Pasqua per poter avviare quanto prima la campagna per la raccolta delle 5000 firme necessarie per la presentazione della legge al Consiglio della Regione Toscana e, in caso di esito favorevole, per l’indizione del referendum.
Il Comitato conta così di avviare la campagna di sensibilizzazione degli elbani ai vantaggi del Comune Unico con assemblee nelle varie zone dell’isola, con campagne mediatiche su stampa e tv locali, con il coinvolgimento degli studenti delle scuole superiori e per illustrare l’”effetto comune unico” che non è solo e soltanto risparmio sulla spesa pubblica derivante dalla riduzione da otto sindaci otto consigli otto giunte con relative commissioni e apparati burocratici e società partecipate connesse ad un solo ente. Ci si deve riferire soprattutto alla costituzione di un unico centro decisionale che pur mantenendo vive realtà e tradizioni locali con l’istituzione dei municipi al posto dei vecchi comuni, provvederà finalmente a risolvere i tanti problemi comprensoriali che l’articolista denunciava come rimasti irrisolti: dal piano urbanistico all’inceneritore, dalla portualità all’energia alle risorse idriche, all’aeroporto alle scuole superiori alla sanità al sociale e chi più ne ha più ne metta. Senza poi considerare il nuovo ruolo che un comune unico di più di 30000 abitanti può svolgere in ambito provinciale, regionale, nazionale e anche nei confronti dei finanziamenti dell’Unione europea che non potevano certo avere gli attuali singoli otto piccoli comuni.
Allora tutto risolto con il Comitato per il Comune Unico? No di certo ma senz’altro questa iniziativa segna l’avvio di un “risorgimento elbano “ che siamo sicuri porterà con i festeggiamenti per 150 anni dell’Unità d’Italia e l’imminenza dei 200 anni dell’arrivo di Napoleone, una ventata di ottimismo, specie nelle fasce produttive e giovanili della popolazione elbana, per una diversa realtà isolana che contrasta con le asserzioni un pò avventate dell’articolo succitato.
Per il Comitato, il cordinatore Gabriele Orsini
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