Leggo con sorpresa lโintervento di Legambiente che reputo violento quanto per certi verso ingenuo, dal momento che - censurando lโopinione espressa e peraltro non formalizzata a nome dellโente che rappresento - cade nellโerrore di indurre chiunque legga ad una domanda quasi scontata: ma chi scrive parla a nome di Legambiente o del Direttivo del Parco dellโArcipelago?
Il Parco รจ un ente nazionale o รจ la segreteria di chi - anzichรฉ interpretare legittimamente le istanze associative - anticipa valutazioni fuori dai procedimenti ufficiali in totale dispregio dei ruoli e delle procedure?
Rivolgerรฒ queste domande al Ministro dellโAmbiente sollecitando interrogazioni parlamentari a chiarimento del fatto che organi rappresentativi e nominati/eletti nellโambito di una legge nazionale vedano le competenze loro attribuite bypassate da chi oggi si assurge ad unico tutore della legalitร e della tutela ambientale su questa isola.
Lโintervento - che eviterรฒ di confutare nei tecnicismi limitandomi a dire che alla mia limitata visione possibilista si sono aggiunti autorevoli interventi come quello del Presidente Tanelli - pone in realtร a questo territorio domande inquietanti.
Eโ possibile fare cultura ambientale con anatemi e denuncie o la vera strada รจ quella della partecipazione e della condivisione delle problematiche?
Eโ possibile che qualcuno si erga ad unico custode dellโinterpretazione di uno strumento urbanistico di rango nazionale, quale รจ la natura del Piano del Parco?
Eโ giusto che qualcuno alimenti in questo territorio le barricate su quelli che dovrebbero essere valori culturali diffusi, dallโambiente alle istanze di sviluppo di un territorio?
Queste, da cittadina, le domande che attendono risposte serie e fondate sulla responsabilitร di chi ha ruoli di rappresentanza.
Domande che rimangono senza risposta a differenza di una che ha avuto una risposta chiara ed incontrovertibile: oggi sappiamo chi senza disponibilitร al confronto e senza appello nega il sacrosanto diritto di Rio Marina allo sviluppo!
