Francamente non comprendo come mai sia stata fatta una festa dopo 150 anni , infatti altrove la festa dell'Unitร Nazionale la fanno tutti gli anni e se qualcuno ha paura si lavori poco , si puo' sempre spostare alla domenica successiva come la maggior parte delle feste cattoliche dal 1975 in poi .
Poi in base alla storia , si deve ovviamente dare l'opportunitร a tutti di avere anche la loro festa regionale , la festa della Toscana per esempio ed anche tutte le altre .
Comunque sarebbe anche opportuna una rivisitazione storica sia sul progetto federale del Conte Camillo Benso di Cavour di un'Italia delle autonomie locali piรน moderna sul modello della Svizzera , infatti dopo la prematura scomparsa , il suo successore il Toscano Bettino Ricasoli si limitรฒ a prolungare il governo vecchio estendendo in maniera automatica lo Statuto e le leggi piemontesi su tutte gli altri stati annessi senza tenere in alcun conto le esigenze locali. Per farle rispettare, in ogni provincia fu inviato un onnipotente prefetto (ovviamente piemontese) quale ligio esecutore del potere centrale e ne sortรฌ l'Italia che tutti conosciamo. Anche il Veneto annesso all'Italia soltanto nel 1866 ebbe la medesima sorte , e lo stesso dicasi del Regno delle Due Sicilie all'epoca all'avanguardia , infatti nellโEsposizione Internazionale di Parigi del 1856 gli fu assegnato il Premio per il terzo Paese al mondo come sviluppo industriale (primo in Italia); il brigantaggio o la resistenza , degli anni successivi all'Unitร :
sullo sfondo c'รจ una storia di debiti di guerra (Cavour ne fece tre in dieci anni!) a cui si sommavano anche quelli per comprare quei cannoni a canna rigata che permisero la vittoria sull'esercito borbonico. Il Piemonte era indebitato con Francia e Inghilterra ed il regno borbonico rappresentava una vera e propria miniera d'oro per la borghesia espansionistica piemontese e per gli affaristi internazionali. Le riserve auree del Regno delle Due Sicilie, (500 milioni contro i 100 dei piemontesi) avrebbero permesso di stampare carta moneta per circa tre miliardi una vera e propria manna se a ciรฒ si aggiunge le nuove tasse imposte ai 9 milioni di abitanti, i risparmi, le terre ed i beni sottratti alle autoritร ecclesiali destinati allo sviluppo dell'agricoltura .
Il Sud fu depredato e soggetto ad una dura imposizione fiscale nel Regno delle Due Sicilie la tassazione era, nel 1859, di 14 franchi a testa , nel 1866, sotto il nuovo stato , le tasse erano salite fino a 28 franchi a testa , il doppio di quanto pagava l"โoppresso" popolo napoletano prima che Garibaldi venisse a "liberarlo".
Dopo un decennio di " Brigantaggio " un nuovo fenomeno : nel 1861, infatti, si contavano soltanto 220mila italiani residenti allโestero; nel 1914 erano 6 milioni. ร inquietante, se si pensa che la popolazione dellโex Regno napoletano era composta da 9 milioni di persone.
I primati del Regno delle Due Sicilie :
[URL]http://www.realcasadiborbone.it/ita/archiviostorico/primati.htm[/URL]
