[SIZE=5][COLOR=darkblue]AUGURI ITALIA! [/COLOR] [/SIZE]
In quasi tutte le reti televisive sono in onda collegamenti dalle maggiori città italiane per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia. La stampa locale ha pubblicato il calendario delle manifestazioni per celebrare tale evento, tutti, ma non Capoliveri. Quale sorpresa ci riserverà la nostra Amministrazione Comunale? Non ci verrà mica propinata ancora una volta la novella che le celebrazioni non ci saranno per rispetto alla sciagura che ha colpito il Giappone? Risparmiatevela perché non ci crederemmo. Un evento di tale portata non si prepara in due giorni e gli altri comuni hanno pubblicato i loro programmi già da una settimana. Il mio plauso va invece alla Dirigente ed ai Docenti dell’Istituto Comprensivo di Porto Azzurro che hanno festeggiato oggi la ricorrenza. Un’altra nota di biasimo va invece All’Associazione Culturale ed alla Banda Musicale di Capoliveri, entrambe titolate ad un grande musicista Risorgimentale, “Giuseppe Verdi”. Si, lo ripeto, Giuseppe Verdi fu un Risorgimentale, Il coro del Nabucco, che ora quattro cravattini verdi,
rivendicano come proprio,avrebbe potuto, a pieno titolo, essere l’Inno nazionale Italiano. La Patria si bella e perduta, nell’allegoria verdiana è l’Italia, divisa in sette piccoli Stati. Per coloro che oggi avrebbero voluto ignorare l’Unità d’Italia, voglio riportare alcuni versi di Marzo 1821, di Alessandro Manzoni:
Con quel volto sfidato e dimesso,
Con quel guardo atterrato ed incerto,
Con che stassi un mendico sofferto
Per mercede nel suolo stranier,
Star doveva in sua terra il Lombardo;
L'altrui voglia era legge per lui;
Il suo fato, un segreto d'altrui;
La sua parte, servire e tacer
Questa era la sorte del Lombardo, per la cui liberazione accorsero e versarono il loro sangue patrioti da ogni parte d’Italia. Io invece sono Toscana e per meglio sottolineare il mio orgoglio di cittadina italiana, prendo in prestito le parole che Riccardo Nencini, Assessore Regionale ai Rapporti con le comunità dei Toscani all’estero: “La Toscana non è solo il cuore geografico dell’Italia. Ne è da sempre il cuore politico e culturale, centro propulsore dell’unificazione risorgimentale, fucina di idee e di ideali, avamposto dei diritti, culla della lingua italiana.
Ecco perché, in occasione del 150° dell’Unità d’Italia, è nostro
dovere celebrare il ruolo che la Toscana e i toscani ebbero nell’evento che più di ogni altro ha segnato la storia nazionale.
Fin dall’inizio del mio mandato, ho sostenuto che i festeggiamenti per il 150° avrebbero dovuto coinvolgere attivamente anche le comunità dei Toscani all’estero, attraverso una serie di iniziative da organizzare sul territorio regionale ma anche in città di altri stati nelle quali è più diffusa la presenza di nostri concittadini.
Un appuntamento così emozionante non può escludere quei
toscani che vivono stabilmente all’estero ma continuano a mantenere un legame strettissimo con la loro terra d’origine, facendo della ‘toscanità’ il loro tratto identitario più forte.
Firenze e la Toscana contribuirono in modo determinante
alla ‘formazione culturale’ della nascente Italia e lo fecero anzitutto attraverso la diffusione della lingua italiana; Alessandro Manzoni, nel 1868, ammonì l’allora ministro dell’Istruzione affinché in tutte le scuole si insegnasse ‘il toscano, ovvero l’italiano’. Per concludere, vorrei estendere anche i miei auguri per questo anniversario a tutti gli italiani che sono all’Estero, ed in particolare a Gualberto Gennai ed a Michele Albertolli che, ne sono certa, condivideranno i miei stessi sentimenti.
Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta….. e Capoliveri che fa dorme?
