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Renzo Mazzei da Renzo Mazzei pubblicato il 12 Marzo 2011 alle 9:12
Gentilissimo Sig. Bruno Paternò, mi hanno fatto molto piacere le parole di stima che ha speso per quello che personalmente ritengo il miglior presidente che l’associazione Albergatori abbia avuto. Ho avuto la fortuna di condividere con Attilio Boris Procchieschi i primi anni della mia “esperienza politico amministrativa” ed ho avuto modo di apprezzarne le doti umane e professionali. Detto questo mi permetto di intervenire sulla vicenda “Pellicano” ovvero la barca “spazzamare”. In realtà l’imbarcazione che si chiamava “Nichessa” fu acquistata dal comune di Marciana una ventina di anni fa, ed era al centro di un progetto nato dalla allora amministrazione comunale Marcianese (sindaco Luigi Vagaggini assessore al turismo Procchieschi) che, vista la scarsità di fondi a disposizione per curare gli arenili del territori comunale, pensò di favorire la nascita di una consorzio che collaborasse con il Comune in questo fondamentale servizio. Nacque così “Procchio per Procchio” (atto notarile notaio Lallo di Piombino) un consorzio che avrebbe dovuto vedere, al fianco del comune di Marciana la partecipazione di tutte le attività economiche dagli stabilimenti balneari agli alberghi, affittacamere e appartamenti, negozi e pubblici servizi, fino agli artigiani. A tutti venivano chieste delle somme di danaro paramentrate al tipo di attività. Con quei soldi si sarebbe dovuta garantire la pulizia delle spiagge di Procchio, Spartaia e La Paolina (utilizzando il vagli meccanico acquistato dal Comune) e lo spazzamento del mare. Purtroppo, come sempre accade in questo paese, “delle buone intenzioni sono piene le fosse”. Pochi, molto pochi operatori economici aderirono all’iniziativa, con le solite scuse, chi diceva “è una cosa voluta dall’alto e non è democratica..” chi contestava le cifra da pagare, chi semplicemente se ne fregava e diceva “non è mica obbligatorio”. Morale con i pochi soldi raccolti il consorzio iniziò comunque ad operare, sperando che gli assenti si sarebbero aggregati in seguito e iniziò a funzionare anche la barca. Il problema era che Procchio non ha un rifugio sicuro dai venti di ponente e libeccio e visto che Marciana Marina non dette la disponibilità di un approdo nel proprio porto, l’imbarcazione stazionava ormeggiata a al limite del campo boe de “La Guardiola”. Una bella notte si levò una libecciata improvvisa e la barca si arenò sulla spiaggia. Ingenti erano i danni alle eliche e quindi fu rimorchiata in cantiere a Portoferraio dove rimase per lungo tempo in attesa dei fondi per le riparazioni ma soprattutto di capire se era possibile finanziare il suo futuro utilizzo. Questa in estrema sintesi la storia (ma potrei scriverci sopra un libro) di chi ha vissuto quella esperienza in prima persona come consigliere comunale e presidente di quel consorzio. Leggo, su Camminando i pareri dei soliti “Soloni Anonimi” i quali hanno tante belle idee ma si vergognano di metterci la faccia, e che pontificano senza conoscere i fatti. La realtà è che allora si cercò di fare ciò che ancora oggi dovrebbe essere fatto, ovvero collaborare fra pubbliche amministrazioni e privati per il bene del territorio ed invece tutti buoni a criticare le prime ma, quando c’è da mettersi le mani in tasca e “frugarsi” , le cose cambiano. Meglio protestare e criticare nella speranza che qualcuno ci risolva i problemi. La moda del momento è il Comune Unico, che secondo alcuni sarebbe la soluzione di tutti i problemi dell’isola d’Elba. Io credo, invece, che proprio esperienze come questa stiano a dimostrare che non è modificando il soggetto pubblico che si risolveranno i problemi ma per farlo è necessaria una maggior presa di responsabilità da parte dell’imprenditoria elbana, con in prima fila quella Associazione Albergatori che forse oggi avrebbe bisogno di un nuovo Attilio Boris Procchieschi. Un Cordiale saluto Renzo Mazzei
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