Ven. Feb 13th, 2026

Homepage

Lascia un messaggio

 
 
 
 
 
 
I campi con * sono obbligatori.
Il tuo messaggio sarà online dopo l'approvazione della Redazione di Camminando.
Ci riserviamo il diritto di cancellare o non pubblicare il tuo messaggio.
x i camminatori da x i camminatori pubblicato il 16 Febbraio 2011 alle 15:12
Oggi alla conferenza stampa del nostro premier con il suo “scherano” Tremonti (chi mi conosce sa che sono in completo disaccordo con lui, perche’ un commercialista non saprà mai fare politica economica) ha affermato «Il nostro sistema … ci ha dato la possibilità di avere la minore disoccupazione di tutta Europa». Delle due l’una: o sanno quello che dicono ed allora sono in malafede, oppure sanno per sentito dire; sono propenso per la seconda ipotesi. Chi è addetto ai lavori sa che la metodologia di calcolo della disoccupazione in Italia (Istat) è molto diversa da quella degli altri paesi europei. A questo proposito allego qui di seguito un articolo di Francesco Giubileo dell’Università degli Studi di Milano - Bicocca, pubblicato: martedì 17 novembre 2009. -------------------------------------------------- Quello del basso tasso di disoccupazione nel nostro paese rispetto alla media europea è un argomento tipico dei governi italiani di qualsiasi colore. Ancora durante l’approvazione della Finanziaria 2010 Berlusconi, Tremonti e Sacconi vi hanno fatto ricorso per commentare i dati Istat sulle forze lavoro del II trimestre 2009. Questi dati proverebbero, secondo i sostenitori del governo, che gli allarmi sollevati da molti sulle ripercussioni occupazionali della crisi economica sono solo speculazioni mediatiche e che gli ammortizzatori sociali italiani sono più che sufficienti a far fronte alla tempesta globale. Peccato che al milione e ottocentomila disoccupati risultante dalle statistiche si debbano sommare altri due milioni e ottocentomila persone in cerca di occupazione. Questo è dovuto al particolare modo in cui, nelle rilevazioni dell’Istat, vengono definiti i senza lavoro: una persona è infatti considerata disoccupata solo se si reca in un Centro per l’impiego e sottoscrive il documento di disponibilità al lavoro; in caso contrario, viene definita invece inattiva, ovvero senza lavoro ma non alla ricerca di impiego (come casalinghe e pensionati). Nel nostro paese gli inattivi in età lavorativa sono quasi 14 milioni, e di questi quasi 3 vorrebbero in realtà cercare impiego o sarebbero comunque disponibili a lavorare; non lo fanno però, perché in gran parte “scoraggiati” dalla mancanza di lavoro, soprattutto nel Mezzogiorno. Come lo sappiamo? Grazie ad un’altra domanda dell’indagine Istat. Queste persone sono a tutti gli effetti disoccupati nel mondo reale, ma non per le statistiche .Tenere conto di questa fetta di Italia porterebbe il nostro tasso di disoccupazione al 16,8 per cento (circa 4,7 milioni di persone): il peggiore risultato in area OECD esclusa la Spagna. E qui qualcuno potrebbe dire: “Ma se il problema esiste negli altri paesi, la graduatoria dovrebbe rimanere pressappoco uguale!”. Il fatto è che il problema esiste soprattutto in Italia: in quasi tutti gli altri paesi Euro15, la quota degli “scoraggiati” (e più in generale quella degli inattivi) presenta dimensioni molto più contenute. Il punto centrale è che mancano dalle nostre parti adeguati incentivi ad iscriversi ai Centri per l’impiego. In quasi tutti i paesi europei l’iscrizione si associa invece ad una serie di interventi che prevedono indennità economiche (assegni di disoccupazione) e percorsi formativi individuali: questo aumenta l’attrattività dell’iscrizione ai Centri per l’impiego e riduce di conseguenza il numero degli “scoraggiati” invisibili alle statistiche. Se tutto questo è vero, allora il tasso di disoccupazione (apparentemente) basso del nostro paese mostra in realtà più che altro l’inadeguatezza dei nostro welfare: altro che “i migliori ammortizzatori sociali d’Europa”. In particolare, il governo porta la pesante responsabilità di non essersi interessato minimamente ai quasi tre milioni di “disoccupati - inattivi”: i dati citati in questo post sono infatti ben noti a tutti gli addetti ai lavori, anche all’interno dell’esecutivo: ciononostante, ci si continua a beare del nostro “tasso di disoccupazione più basso della media”. ---------------------------------------------------------- Saluti Dante
Attendi...