[SIZE=4][COLOR=darkblue]LA SPIAGGIA DELLE GHIAIE: AMBIENTE, MITO E STORIA DA TUTELARE CON RIGORE [/COLOR] [/SIZE]
La leggenda dei bianchi ciottoli delle Ghiaie maculati dal sudore degli Argonauti si deve a Strabone di Amasea (circa 60 a. C.- 20 d. C.), che cosรฌ si esprime nella sua โGeografiaโ: โ Lungo Etalia cโรจ un porto Argivo [ cosรฌ denominato] da Argo, come tramandano. Infatti si dice che lรฌ avesse navigato Giasone, cercando la residenza di Circe โฆ e che specialmente, essendosi indurite le gocce di grasso e di olio che si erano formate sul corpo degli Argonauti, i ciottoli sulla spiaggia ne restino ancora screziati di vari coloriโ.
DellโElba e della spiaggia delle Ghiaie parlano anche, con narrazioni apparentemente simili, sia Apollonio Rodio (circa 295 โ post 246 a. C.) sia unโantica tradizione denominata Pseudo Aristotele, la cui fonte รจ lo storico siciliano Timeo (circa 345-250 a. C.). Lโuno e lโaltra rammentano i ciottoli e danno indicazioni di rilievo sulla spiaggia, ma nessuno dei due mette espressamente in correlazione le macchie presenti sulle ghiaie con le gocce di sudore cadute dai corpi di quegli antichi navigatori, fra i quali le fonti ricordano - oltre a Giasone che li guidava - Ercole, Castore e Polluce, Peleo padre di Achille e Laerte padre di Ulisse.
In particolare lo Pseudo Aristotele narra nei โRacconti meravigliosiโ cheโ Anche in Etaliaโฆ fra le altre tracce di opere antiche rimane quanto si dice sui ciottoli โฆ i Greci che abitano lโisola..โ. Lo scrittore introduce concetti un poโ ermetici ma di notevole rilievo, come la qualificazione di alcuni ciottoli quali โopere anticheโ e la presenza allโElba di gruppi etnici (โGreci che abitano lโisolaโ) che hanno permesso a storie e leggende di essere tramandate attraverso i secoli.
Il passo dello Pseudo Aristotele รจ integrato e chiarito โ secondo una recente e stimolante interpretazione - dai versi che allโElba dedica Apollonio Rodio nelle sue โArgonauticheโ: โIn seguito, abbandonate le Stoicadi, (gli Argonauti) misero la prua verso lโisola di Etalia, dove, spossati, si detersero a sufficienza il sudore con ciottoli porosi; e sono stati sparsi per la spiaggia, simili al colore della pelle, e lรฌ masse di ferro e prodigiosi frammenti di quelle; lรฌ il porto รจ stato denominato Argo dal loro nomeโ. A lasciare sbigottiti gli Argonauti, in conclusione, sembrano essere state non le bianche distese di ghiaie, bensรฌ quei ciottoli porosi del colore della pelle, ossia masse di ferro (scorie?), per quei tempi (XIV-XIII sec. a. C) tanto โmiracolosiโ che lโinsenatura adiacente, e solo quella, fu chiamata Argo, dal nome della nave.
Grazie alla scoperta, avvenuta poco piรน di un decennio fa, di reperti micenei nellโarea del Monte Capanne, quelle antiche tradizioni erudite piano piano oggi si stanno trasformando, almeno parzialmente, in realtร storica. Ragione di piรน perchรฉ la spiaggia delle Ghiaie, dove si intrecciano leggenda, storia, peculiaritร ambientali e geologiche (non ultimi i lembi di spiagge โfossiliโ sommersi a pochi metri dalla linea di riva) richiami rispetto e sia oggetto di una tutela rigorosa contro attacchi diretti e indiretti. Anche senza bisogno di evocare il pericolo di fenomeni erosivi, che sono tutti da dimostrare.
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Michelangelo Zecchini [/COLOR]
