Mia cara signora senza nick e ammiratrice del Matto, faccia uno sforzo e veda di capire, cosรฌ lo spiegherร anche al suo maestro che il mestiere della prostituta non ha niente a che vedere col prostituirsi. Il mestiere della prostituta รจ un lavoro dignitoso, fatto di sacrifici, pericoli, umiliazioni che spesso non permette di invecchiare a sufficienza per raccontarlo ai nipoti. Prostituirsi o "farsi prostituire" e non necessariamente sempre fisicamente, alla Sallusti, Ferrara, Minetti, Belpietro, Noemi e famiglia, Scilipoti, Giuda, Fede, etc. per intendersi, vuol dire svendere, cedere in cambio di denaro o di altri vantaggi quanto รจ strettamente legato alla libertร e alla dignitร umana. Chiaro? Prostituirsi vuol dire votare vergognosamente in parlameto a favore dellโipotesi che Silvio Berlusconi abbia interferito col questore di Milano per riconsegnare Ruby, minorenne, in mano alla maitresse, perchรจ convinto fosse la nipote di Mubarak e quindi, spinto dalla ragion di stato, lโha fatto per evitare incidenti diplomatici e per il bene nostro. Prostituirsi vuol dire infine e piรน di ogni altra cosa, non ribellarsi a questa deriva dei valori e delle regole che ci stร portando inevitabilmete al confronto diretto in piazza. E tutto questo, bada bene, non per un ideale politico o per una questione dโonore o di principio, magari, ma per le chiappe flaccide di un Cetto La Qualunque; veramente roba da Matti!
Scepale
