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Liberto da Liberto pubblicato il 26 Gennaio 2011 alle 14:58
Egregi Scepale, Pasqualino e dintorni, anchโ€™io mi scuso per lโ€™entrata portoghese. Non entro nel merito dei vostri post, ma permettetemi di fare alcune considerazione scevre da ideologismi di parte, con rispetto per quelli che hanno una onestร  intellettuale di fondo. Con la caduta del muro di Berlino ed il successivo ciclone tangentopoli, si dichiarava deceduta la prima Repubblica con tutti i suoi meriti, demeriti e limiti. Non si procedeva ad una revisione condivisa delle istituzioni e di parte della Costituzione che per motivi evidenti e storici si poteva ritenere superata. Ma si continuava e si continua sul vecchio solco, dando centralitร  al Parlamento quale luogo deputato ad esprimere giustamente le maggioranze espresse con voto democratico; quello che non capisco visto lโ€™immutato quadro delle istituzioni Repubblicane, perchรฉ oggi si continua a chiedere le dimissioni di un governo che nella propria sede istituzionale da tutti condivisa ha avuto anche recentemente e piรน volte la fiducia, non importa se per uno o cento voti di differenza, in considerazione anche del fatto che ha avuto la maggioranza dei voti nelle ultime elezioni politiche. Quanto sopra induce ad alcune riflessioni, o la minoranza non riconosce il ruolo del Parlamento ed in questo caso รจ palesemente anticostituzionale, o la maggioranza usa sistemi antidemocratici per rimanere al potere ed anche in questo caso palesemente anticostituzionali. A mio modesto avviso รจ che dopo gli anni โ€™90 le istituzioni Nazionali ed i partiti si sono portati dietro la zavorra dei retaggi ideologici e soprattutto le rendite di posizione acquisite, ponendoci in una fase di stallo permanente che non permette lโ€™evoluzione del quadro politico. Le ultime vicende giudiziarie del Premier, che distolgono lโ€™attenzione degli elettori sullโ€™operato condiviso o no del governo, servono come scusante generica sia ad una opposizione che non sa proporre alternative credibili che alla maggioranza per mascherare le difficoltร  ad approvare riforme che andrebbero chiaramente ad intaccare interessi di rendita e posizione.
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