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x Romana 7G da x Romana 7G pubblicato il 26 Gennaio 2011 alle 10:49
No, cara Romana, non sono dโ€™accordo sulla impostazione del tuo discorso. Qui non si tratta di vincere o di perdere, dobbiamo vincere tutti trovando soluzioni condivise, altrimenti la vita sociale del nostro paese si blocca; ecco perchรฉ ho parlato di โ€œcul de sacโ€. Tu dici di essere intimamente democristiana e questo lo apprezzo (anchโ€™io cโ€™ero alla manifestazione silenziosa per Moro); tu sai bene che la Democrazia Cristiana รจ stato un partito โ€œmultiformeโ€, il cui cemento comune dei suoi elettori era rappresentato dalla cultura cattolica. Al suo interno potevano infatti convivere anime diverse ma con vaste aree condivise nelle politiche sociali; inoltre, mai si sarebbe sognato questo partito di mettere in un โ€œcul de sacโ€ gli avversari politici e questo ci ha permesso di vivere democraticamente per cosรฌ tanti anni. Dopo la fine della parabola democristiana cโ€™รจ stata in Italia solo faziositร  politica: vincere o perdere, senza fare prigionieri. Questa รจ la ragione intrinseca per cui io non approvo in primis la politica โ€œaziendaleโ€ berlusconiana, oltre ad avere personalmente una visione della politica economica nazionale estremamente distante dal โ€œragionier โ€œ Tremonti, che sta segando brutalmente le opportunitร  occupazionali dei nostri giovani (lo so, รจ la mia โ€œfissaโ€). Comunismo ed anticomunismo non mi interessano: fanno parte del passato ed io sono abituato a guardare avanti. Eโ€™ lo stesso concetto per cui rimprovero ai miei governanti cittadini (Firenze) di guardarsi sempre indietro โ€œdi quanto eravamo bravi e famosiโ€ e non avere invece strategie per il futuro; Firenze farร  la fine di Venezia, un bel teatrino per i turisti di tutto il mondo; sapessi che cittร  era negli anni โ€™50 per uno come me che ero arrivato giovincello dalla provincia per studiare allโ€™unico liceo e poi allโ€™universitร . Poi, i 150 dellโ€™unitร  dโ€™Italia: a mio parere sono 150 anni costellati di eventi negativi e positivi, ambedue con uguale dignitร  per entrare oggettivamente nella nostra storia; direi di piรน, sono stati gli eventi negativi che hanno dato piรน lustro a quelli positivi. Non ci sarebbe stata, ad esempio, una Democrazia Cristiana nel dopoguerra se non ci fosse stato un pericolo collettivista per la nostra societร ; dโ€™altro canto non sono abituato a trasporre le esperienze politiche di altri paesi nella nostra storia domestica: voglio dire che se il comunismo ha attecchito in Russia o in Cina ci saranno state a suo tempo in quelle terre le condizioni economico-sociali per generarli. A questo proposito vorrei evidenziare un altro aspetto che mi colpisce degli anticomunisti nostrani: se sono cosรฌ severi nei confronti del comunismo, non hanno niente da ridire della Cina attuale, che sta facendo una politica di conquista dellโ€™Occidente non attraverso la classica rivoluzione (sterminio degli avversari), bensรฌ con i classici strumenti del libero mercato nellโ€™economia globale, acquistando per esempio il 10% del debito pubblico americano, comprando a man bassa il nostro debito che gli sta vendendo il caro Tremonti, come รจ giร  successo con la Grecia e Portogallo. Comprare i debiti sovrani degli stati significa per questโ€™ultimi avere alla lunga una sovranitร  nazionale limitata. Di questo imperialismo, si, io invece sono molto preoccupato per il nostro futuro, ma nessuno ne parla; ho ricevuto, ad esempio, lโ€™altro giorno una relazione economica di un ex-collega universitario tedesco dove appare evidente che il capitalisti cinesi stanno acquistando con metodo โ€ scientificoโ€ le societร  tedesche tecnologicamente piรน allโ€™avanguardia. E noi stiamo qui a trastullarci con Pol Pot, Mao, Lenin ecc. ecc. Dante
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