Carissimo Pasqualino,
grata per avermi evitato lโarduo compito di spiegare allโamico Dante che essere spinti in un โcul de sacโ da un personaggio come te, equivale a perdere con onore.
Nel poker, unico gioco che amo, se un full dโassi (Dante) perde scontrandosi con un poker di umili sei (Pasqualino), il poker vince, ma in quel caso il perdere non รจ ritenuta sconfitta, perchรฉ con coraggio si รจ reso onore alle carte.
Da anni critico la mancanza di coraggio delle proprie opinioni nella politica italiana. Lโunica volta che ho visto sventolare le bandiere in piazza, con lo Scudo Crociato, รจ stato ai funerali della scorta di Moro (1978). Bel coraggio! Giร allora, la piazza era considerata appannaggio della sinistra, pertanto, con buona dose di snobismo, considerata come degradante, dimenticando che solo lโumiltร del confronto sulla piazza, permise a De Gasperi di vincere.
Oggi, 2011, sospinta dai nuovi moralisti, revisori della storia a proprio vantaggio, dovrei secondo loro vergognarmi di essere democristiana e rinnegare radici e la libertร delle mie opinioni, che hanno permesso loro di esprimere le proprie
Relegata a subire lezioni di democrazia ed indirizzi da chi per decenni ha utilizzato il termine libertร esclusivamente per metterla sotto i piedi.
Esiste internet Signori! Rileggete la prima pagina dellโUnitร il giorno che รจ morto Stalin. Un Peana alla libertร ; articolo che oggi lascia lโamaro in bocca e la paura che esista ancora qualcuno che non avendo avuto il coraggio di fare HaraKiri fino in fondo si autoassolve convinto di essere nel giusto.
