Caro Sergio, ti leggo sempre con piacere, felicemente. Trovo una bruttissima battuta "chi non muore si rivede" e credo le stesse parole non denotino ne' eleganza ne' cultura, solo ostilitร , spettanza di cui non oserei mai arrogarmi il diritto su un blog libero.
Nel contesto e nella storia di Capoliveri, il tuo caso ha molto del personalismo e dell'ingiusto, e posso dire senza tema di smentite รจ unico.
E spiace quando si cerca sempre di allargare il solco. Forse con l'etร divengo troppo buono o sento maggiormente i legami, i sentimenti, in primis l'amicizia, che valgono molto piรน delle dispute e prese di parte, ma credo si possa convivere anche con vedute ed ideologie diverse, senza perdere di vista la concretezza dell'avvenuto passato, di cui non servono lezioni, la storia รจ giร stata scritta.
Ma tu lo sai, la brutta abitudine di salire in cattedra, non si perde.
Le piรน belle lezioni, sono quelle di vita quotidiana, se affrontata a mente aperta e libera da pregiudizi, nei luoghi piรน disparati, con ogni essere umano, senza apporre nessun tipo di "tag", nella propria ed altrui libertร di essere e pensare ugualmente o diversamente, in questo la storia dovrebbe provocare non dipendenza ma riflessione.
Se passo dall'uscita 26....., stavolta un caffรจ!!!
