Neppure io intendo accusare nessuno. Forse anche se non traspare nel mio scritto a margine, esprimo come Aetalia la mia grande preoccupazione nel continuare a vivere in questa isola e nel veder crescere i miei figli, nipoti e tutti i giovani che ci circondano e ci impegnano per un domani migliore. Potrei parlare di me, non lo faccio perchรจ conosco buona parte del tessuto economico, sociale e politico, come molte persone con cui accomuno quel piacere di vivere in un luogo esclusivo ma con la consapevolezza di quanto male viene trattato e gestito.
Troppe cose non hanno un senso logico, con l'aggravante di un orizzonte fosco ed incerto. Eppure gli elbani attingono da questa terra una positivitร notevole, con la lacuna di quella che definirei anarchia buona, cioรจ assoggettarsi alla gestione del piccolo proprio fazzoletto. La societร odierna chiede invece di essere parte di un grande condominio, ed ad ognuno di noi collaborare per il buon mantenimento di esso, tradotto in economia, lavoro, benessere, serenitร , senso di appartenenza, rispetto (Si vive per queste cose non per il gasolio.)
La faccio breve, tutti addossiamo a terzi la responsabilitรฒ, io resto convinto รจ una nostra carenza culturale a cui dobbiamo porre rimedio. E questa riflessione vale per ogni problematica.
Siamo tutti sulla stessa barca, per primis mettiamo in plancia gente con le palle. Dopo non sfuggiamo ai nostri doveri. Se vacillano le basi, tutto ciรฒ si costruisce รจ provvisorio ed insicuro, con l'insicurezza si perde il piacere e lo stimolo del fare.
Gli ultimi venti anni degli elbani???? Fermi nello sviluppo, a parlare di trasporti, acqua, sanitร , raccolta rifiuti, portualitร , ma senza realizzare ciรฒ che indica al costruttore fin dal primo giorno di lavoro cosa fare, in sequenza, per giungere al compimento di.......??????? Un progetto.
Buona domenica. Elbano, dalla parte degli elbani, sempre.
