Cari Bracconieri, adesso basta!
E' bene che sappiate che ci stiamo attrezzando per documentare le vostre "bravate" e non esiteremo un istante a pubblicarle su tutti i media disponibili dopo averne fatto reglare denunzia alle autoritร competenti. Questo non รจ un atto delatorio ma un semplice esercizio del proprio diritto oltre che un preciso dovere del cittadino onesto. Ci siamo rotti le scatole per continuare a pagare multe o dover vedere restituire sovvenzioni alla C.E. a causa del bracconaggio anche e soprattutto di quello praticato da persone non certo bisognose, visto le barche che usano!
Da Elbareport:
LโItalia finisce di nuovo nella lista nera del NOAA (National Oceanic and Atmospheric Admistration) per la pesca illegale, non dichiarata e non documentata. Ieri LโAgenzia federale statunitense ha inserito, per la seconda volta consecutiva, il nostro Paese tra coloro che non hanno attivato adeguate misure di contrasto alle attivitร di pesca illegale. Condividono con noi questo preoccupante quanto estremamente imbarazzante primato altri cinque Paesi: Colombia, Ecuador, Panama, Portogallo e Venezuela. Panama e Italia, peraltro, sono gli unici due Paesi ad essere nella Lista nera per la seconda volta!
Le attivitร di pesca illegale con le spadare o le ferrettare โ come avviene da oltre un decennio โ e lโinefficacia delle sanzioni applicate sono le accuse principali mosse allโItalia. In una nota pubblicata dallo stesso NOAA si indica chiaramente โla necessitร di stabilire misure addizionali per fermare questo tipo di attivitร includendo lโimplementazione di sanzioni piรน severe โฆโ
โLโanalisi del NOAA rispecchia esattamente ciรฒ che da anni Marevivo, Greenpeace, WWF, Legambiente e LAV denunciano, tanto che allโinterno del rapporto sono state citate le segnalazioni e i rapporti sulla pesca illegale italiana che noi stessi abbiamo segnalato alle autoritร e pubblicatoโ โ dichiarano i rappresentanti delle associazioni ambientaliste. โLa mancata applicazione di sanzioni efficaci e della sospensione della licenza di pesca rappresentano il nodo principale della questione e contrastano fortemente con le recenti dichiarazioni del Ministro Galan sulla famigerata โTolleranza Zeroโ, di fatto mai concretamente applicata.โ Ricordiamo, infatti, che queste misure sono previste dal Decreto Ministeriale del 14 ottobre 1998, ma non sono mai state applicate dalle autoritร italiane.
Proprio per questo, e per carenza nei controlli, lโItalia ha subito processi di infrazione e accertamenti che hanno comportato la richiesta di restituzione di oltre 7 milioni di euro nel 2008 da parte dalla Commissione Europea al nostro Paese. Cifra questa che il Ministero (1) smentisce di dover pagare ma che, nella realtร dei fatti, il Governo italiano ha giร dovuto rimborsare. โAi processi di infrazioni e alle richieste di rimborso, si potrebbero aggiungere adesso ulteriori sanzioni che gli Stati Uniti prevedono di applicare la flotta italiana, alla quale potrร ad esempio essere negato lโaccesso ai porti statunitensi e il bando delle importazioni di alcuni prodotti ittici. Oltre quindi ai gravi danni allโambiente marino, la pesca illegale pesa negativamente sulla tasche dei cittadini e sulla stessa credibilitร del nostro Paese a livello internazionale โ concludono i rappresentanti delle associazioni ambientaliste.
Alla luce di questa drammatica situazione, le organizzazioni ambientaliste hanno richiesto un incontro urgente con il Ministro Galan per valutare azioni immediate e di piรน severo contrasto allโillegalitร e a sostegno della pesca sostenibile.
Marevivo (tel. 06.3222565; e-mail. [EMAIL]ufficiostampa@marevivo.it[/EMAIL])
Nota:
(1) Secondo quanto affermato dal Direttore Generale Francesco Saverio Abate ospite alla trasmissione televisiva Uno Mattina lo scorso 23 dicembre
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Cittadino Elbano
