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Circolo PRC da Circolo PRC pubblicato il 14 Gennaio 2011 alle 18:19
Comunque vada il referendum a Mirafiori noi andremo avanti. La lotta contro il lโ€™autoritarismo e il fascismo aziendale di Marchionne e per un lavoro dignitoso e libero continuerร . E' stata la Fiat a volere questo referendum, come hanno mostrato anche le goffe richieste di alcuni sindacati di rinviarlo. E' stata la Fiat a volere il giudizio di Dio conclusivo sul contratto nazionale e sui diritti e le libertร  sindacali. I lavoratori di Mirafiori dovrebbero votare per conto di tutti i lavoratori italiani la rinuncia a tutto. Questo referendum non ha alcuna legittimitร  formale e morale, รจ solo una brutale estorsione a danni di lavoratrici e lavoratori che, in condizione libera, non avrebbero un dubbio a dire di no. La Fiat per prima ha dichiarato di non essere disposta ad accettare il no minacciando la chiusura della fabbrica. Perchรฉ allora, nel caso opposto, dovrebbe farlo la Fiom? Sapendo che anche coloro che voteranno sรฌ lo faranno con la rabbia e le lacrime agli occhi? Che il principale partito di opposizione, che si autodefinisce democratico, non veda la lesione dei principi costituzionali della democrazia in questo plebiscito autoritario, รจ la piรน grande vittoria di piรน grande vittoria di Berlusconi. Questo referendum รจ illegittimo formalmente e moralmente perchรฉ secondo l'accordo dovrebbe essere l'ultima volta che si vota. Come in tutte le tirannie, si vota di non votare mai piรน. Non si eleggeranno piรน le rappresentanze sindacali, e le assemblee di oggi dovrebbero essere le ultime libere. Le iscrizioni alla Fiom saranno proibite, cosรฌ come qualsiasi forma di libera scelta sindacale. Come chiamare questo, se non fascismo aziendale? D'altra parte, per imporre le condizioni di supersfruttamento che vuole la Fiat si puรฒ solo creare un regime di ricatto permanente. Anche dopo il voto, se dovesse passare il sรฌ, i lavoratori subiranno sempre la minaccia del licenziamento individuale, con le clausole capestro che saranno costretti a firmare uno per uno, o della chiusura della fabbrica, come รจ scritto nell'accordo. Di fronte a questa vergogna tutte le parole paiono insufficienti e forse. solo le lacrime del pensionato Fiat, comparse su tutte le tv, esprimono il dramma. Chi vede in questo il progresso o รจ un mascalzone o รจ un'idiota. Comunque vada il voto i lavoratori non resteranno soli perchรฉ avranno la Fiom al lorofianco, dentro e fuori dalla fabbrica, nell'iniziativa sindacale cosรฌ come di fronte ai giudici. La Fiom non firmerร  mai questo accordo e continuerร  la lotta per rovesciarlo. Non ci sono riusciti i tedeschi, nel 1945, a distruggere Mirafiori, non ci riuscirร  Marchionne oggi. [COLOR=darkred] Giorgio Cremaschi, dirigente FIOM Da Liberazione del 13 gennaio 2011 [/COLOR]
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