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Mauro Meoni da Mauro Meoni pubblicato il 25 Dicembre 2010 alle 10:15
Eโ€™ inutile che ce lo nascondiamo: in questi giorni di spese frenetiche e di stress personale e familiare il Natale appare sempre piรน come una festa pagana, perdipiรน sovraccarica di pensieri e problemi sociali e personali del tutto fuori del normale; in sostanza una delle peggiori giornate feriali e uno dei peggiori incubi per quelle persone che non hanno di che mangiare e spendere. Se a questo si aggiunge che, dal punto di vista religioso, questa festa รจ ormai ai suoi ultimi rantoli, allora il quadro รจ fatto per concludere che in queste giornate natalizie lโ€™ipocrisia รจ schizzata al massimo, con gente, religiosa e non, che pare presa dal clima di festa quando poi interiormente non sente nessun afflato per questa ricorrenza. Sono infatti lontani i tempi, quando eravamo ragazzi allorchรฉ lโ€™arrivo del Natale sembrava animare la societร  e le famiglie, con quella sana felicitร  fatta di candore e di innocenza che aveva lo strano potere di trasformare anche interiormente e tutti sembravano immersi come in una sorta di sospensione temporale quasi da fiaba. Purtroppo penso che si tratti della realtร : il Natale si avvia stancamente alla sua morte e a decretarla sono stati il consumismo e la presa di coscienza sempre piรน forte che in effetti si tratta in sostanza di una sorta di favola adattata in unโ€™epoca che ormai, filosoficamente e scientificamente, non crede piรน a niente.
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