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MICHELANGELO ZECCHINI da MICHELANGELO ZECCHINI pubblicato il 20 Dicembre 2010 alle 10:13
[SIZE=4][COLOR=darkblue]STORIA DELLโ€™ISOLA Dโ€™ELBA: APPUNTI SUL COMMERCIO DEL FERRO NEL XV E XVI SECOLO [/COLOR] [/SIZE] Eโ€™ noto che importanti documenti medioevali riguardanti lโ€™isola e il suo ferro sono conservati, fra lโ€™altro, nellโ€™Archivio di Stato di Lucca. Vi si legge di intensi rapporti diplomatici e commerciali che si stabilirono fra lโ€™Elba e Lucca nel primo trentennio del XV secolo, quando dellโ€™isola erano Signori gli Appiano e sulla cittร  toscana governava con equilibrio Paolo Guinigi. Di particolare interesse รจ una lettera inviata il 30 aprile 1413 dal Signore di Lucca a Donna Paola Colonna per la sollecita estrazione della vena di ferro di cui era comproprietario. Altre testimonianze del 1478 e del 1481 ci dicono di carichi di ferro (grezzo o semilavorato) che, sbarcati alla foce del Serchio, a Viareggio e alla Marina di Pietrasanta, furono smistati verso le ferriere di Trassilico, di Pescaglia e dellโ€™intera Lucchesia. Oggi arriva da Barga un altro tassello di rilievo per la ricostruzione dello straordinario mosaico dellโ€™antica storia metallurgica elbana. Nellโ€™alveo del torrente Corsonna sono stati trovati i ruderi di un edificio costruito a bozze di pietra, che รจ stato usato in tempi piรน recenti come vasca per trote ma che, in origine, era un vero e proprio altoforno. La scoperta รจ dovuta a Emilio Lammari, un appassionato di storia che, dopo aver individuato il rudere in mezzo alla boscaglia, ha proseguito la sua ricerca utilizzando un corretto iter metodologico. Dapprima, vagliando i ricordi dei piรน anziani, ha accertato che la localitร  in antico veniva denominata โ€œLa Ferrieraโ€; poi ha cercato allโ€™interno del manufatto scoprendo uno strato vetrificato a causa del calore che si sviluppava allโ€™interno; infine presso lโ€™Archivio di Stato di Firenze ha trovato un documento datato 1583 che confermava le sue supposizioni: si trattava proprio della โ€œ fabbrica della ferriera posta nella bandita della Corsonna, sul fiume delle trote โ€ฆ di Giulio e Jacopo Angeli di Bargaโ€, una delle poche a possedere lโ€™autorizzazione per produrre chiodi di ferro adatti per costruzioni navali. Il documento, prodigo anche di altri dati, definisce la struttura come un altoforno cosiddetto โ€œalla brescianaโ€ perchรฉ รจ proprio nella cittร  lombarda che furono inventate strutture di questo tipo, capaci di portare ad oltre 1500 gradi la temperatura per la riduzione del minerale di ferro. E questโ€™ultimo - cosa che a noi interessa di piรน - veniva estratto dalle miniere elbane. Il documento fiorentino e il ritrovamento borghigiano costituiscono unโ€™apprezzabile conferma allโ€™ ipotesi secondo la quale le imponenti torri cinquecentesche di Marciana Marina e Marina di Campo avrebbero associato ai tradizionali compiti di avvistamento e di segnalazione del nemico anche la funzione di controllo dei piccoli e numerosi distretti industriali per la lavorazione del ferro, i quali nel periodo tardorinascimentale e nel Seicento punteggiavano in particolare le vallate del Capanne. Resti di forni e scorie provenienti dai โ€˜fabbrichiliโ€™ sparsi nel marcianese, giustamente datati da Silvestre Ferruzzi fra XVI e XVII secolo, sono esposti nellโ€™utilissimo micromuseo di Poggio, da lui ben allestito e gestito. [COLOR=darkblue] Michelangelo Zecchini [/COLOR]
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