Caro evasore,
non ho ben capito perchè mi abbia tirato in ballo, comunque, visto vhe ci siamo, le dico che le sue argomentazioni sono tali sia nella forma che nel contenuto, da non stimolarmi per una risposta sul merito. Non le rispondo perchè sono convinto che un paese non può definirsi democratico se non c’è giustizia fiscale ed io voglio vivere in un paese democratico. Non le rispondo perchè l’ingiustizia fiscale, permettere e condividere l’evasione, genera criminalità ed innesca meccanismi che mirano a minare la legalità e l’informazione libera. Se si vuole avere mano libera sui soldi, cosi si deve fare. Non le rispondo perchè ancora oggi, nonostante tutto e che le piaccia o no, secondo il nostro ordinamento giuridico l’evasione fiscale è un reato e non un diritto, punto e basta. Prendo invece l’occasione per fare alcune considerazioni pratiche che farebbe bene a recepire . Non v’è ombra di dubbio che se l’Italia si è guadagnato il prestigioso riconoscimento di uno frai paesi più corrotti al mondo, abbiamo sorpassato anche il Ruanda, lo si deve a tutte quelle persone, troppe purtroppo, che si comportano secondo la mentalità e gli schemi da lei indicati e che pare siano anche anche suoi. Lo si deve a quelle persone che, ubbidendo ad una logica autoreferenziale, eleggono soggetti particolari, idonei a gestire e rappresentare un paese diventato più che mai il bengodi dei corruttori, della criminalità organizzata, dei razzisti di vecchio stampo istituzzionalizzati. Per tanti comuni cittadini benpensanti poi basta poco, un alibi qualsiasi per sentirsi minacciato e dar la caccia al povero cristo, un bar- pizzeria estivo mordi e fuggi, una stanza da affittare in nero, un banchetto di lupini, una partita iva, spesso un semplice porto d’armi, un secondo lavoro, una barca da 400.000 Euro per bracconare ed ecco che nasce il “benestante” integralista Elbano senza nè arte nè parte nè professione a difesa e sostegno di chi gli garantisce l’impunità in cambio del voto e della propaganda al seguito del capopolo di turno. L’unico orizzonte è il conto in banca e l’impunibilità, tutto il resto è comunismo . Cosa importa se il paese va in rovina, se siamo visti con diffidenza da tutti per le nostre furbate, se non ci saranno più scuole laiche, ma scuole che provvedono ad addestrare più che a formare, se l’ignoranza, la corruzione e la miseria intellettuale non permetteranno alcuna ripresa, se la migliore gioventù è costretta ad emigrare per trovare un lavoro dignitoso e legale? Cosa importa se anzichè combattere i mascalzoni ed i furbi si combatte e si denigra la magistratura e tutti i presidi a difesa della legalità? Cosa importa se svendiamo il più grande patrimonio culturale che esista al mondo per pochi soldi e ciò che non si può vendere lo lasciamo marcire? E’ già, con la cultura e l’educazione mica ci si mangia, afferma un soggetto eletto dai benpensanti a ministro di questo paese e poi, quest’evasione, che sarà mai visto che come lei lo dice anche il sommo Cavaliere Benito Berlusconi. Adesso la pianto qui perchè vado un po’ di fretta e poi la realtà è sotto gli occhi di tutti coloro che vogliono vedere. La invito a riflettere con attenzione perchè non cada nell’errore di pensare che per questo sfacelo il conto da pagare verrà presentato solo ai giovani ed alle categorie più sfigate e a basso reddito in quanto dotati di resistenza e pazienza infinita. Un vecchio detto insegna che non si deve costringere la bestia disperata nell’angolo senza offrirle una via di uscita perchè .... “ti si può rivoltare” e allora sono guai. Qualche avvisaglia già sale alla ribalta della cronaca.
Scepale
