Giovani e pensioni.
Insieme alle paghe piรน basse del mondo occidentale e alla disoccupazione contingente, certo i giovani dovrebbero seriamente preoccuparsi anche delle loro future pensioni da fame.
Mentre la forbice fra rendita da capitali e stipendi dei manager rispetto ai salari degli operai cresce a dismisura, abbiamo governi (bianchi, gialli, rossi, โฆ) che ci ripetono da anni che le ns. pensioni derivate dai ns. miseri stipendi, sono troppo alte.
Credo che la storia dellโevoluzione sia di natura dialettica, quindi dalla storia dovremmo trarre insegnamenti e forza per progredire.
Non ho certo la bacchetta magica per risolvere il problema, perรฒ, se hai ancora un poโ di pazienza, ti posso dire cosa ho fatto, quando ero giovane io, per avere la pensione retributiva, con lโ80% dello stipendio e 40 anni di contributi,
Brevemente.
Il governo del democristiano Moro, nel febbraio del โ68 aveva tentato di ridurre la spesa sulle pensioni attraverso lโinnalzamento, giร allora dellโetร pensionabile delle donne da 55 a 60 anni, lโeliminazione delle pensioni dโanzianitร ,
L. Lama e gli altri sindacati (tanto per cambiaโ) dopo una notte di estenuanti (sic!) trattative accettarono e firmarono lโaccordo.
La nostra reazione costrinse la CGIL a escludere la componente socialista dalla segreteria e a proclamare lo sciopero generale del 7 marzo โ68.
Moro ritirรฒ i provvedimenti.
Furono fatti altri scioperi generali.
Un anno dopo, il 5 febbraio โ69 il governo approvรฒ il provvedimento che annullava le discriminazioni retributive tra uomini e donne, il rapporto tra pensioni e retribuzione salรฌ dal 65% al 74% con lโimpegno a portarlo entro il 1976 allโ80%; si istituรฌ la pensione sociale per gli ultrasessantenni privi di reddito, si riconfermรฒ lโistituto delle pensioni di anzianitร . Cioรจ era stata fatta una riforma realmente migliorativa del sistema pensionistico.
Quelle successive, controriforme una peggiore dellโaltra, sono le seguenti
1992. La riforma Amato; 1995. La riforma Dini; 1997. La riforma Prodi; 2004. la riforma Maroni; 2007. La riforma Prodi-Damiano; 2009. la riforma Sacconi-Brunetta.
Sono state di fatto effettuate senza colpo ferire, senza nessuna opposizione, tutti, ma proprio tutti dโaccordo in nome dellโeconomia nazionale.
La stessa nazione e sistema di governo che consente quello che tutti conosciamo.
Noi e i nostri padri che abbiamo fatto quelle lotte, 14 gg. di sciopero con manifestazioni e picchetti reali per non vanificarne sacrifici sostenuti e obiettivi, avevamo ottenuto miglioramenti sostanziali, โฆ una RIFORMA.
Concludendo, due messaggi
1 - chi pecora si fa il lupo se la mangia;
2 โ la storia fornisce sempre gli insegnamenti per ridurre gli errori e migliorare.
Auguri, Ruta
