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SANDRA da SANDRA pubblicato il 5 Dicembre 2010 alle 9:41
Gianfranco traditore e ladro di sogni di Marcello Veneziani Lo confesso: il mandante delle accuse a Fini sono io. Io e tutti quei ragazzi che hanno creduto nella destra, investendoci la vita. Noi, che possiamo comprendere i trasformismi, ma che non gli perdoneremo mai di aver svenduto i nostri sacrifici al "cognato" Io so chi cโ€™รจ dietro le carte che accusano Fini. So chi le ispira, conosco bene il mandante. Non cโ€™entra affatto con Palazzo Chigi, i servizi segreti, il governo di Santa Lucia. รˆ un ragazzo di quindici anni che si iscrisse alla Giovane Italia. Sognava unโ€™Italia migliore, amava la tradizione quanto la ribellione, detestava lโ€™arroganza dei contestatori almeno quanto la viltร  dei moderati, e si sedette dalla parte del torto, per gusto aspro di libertร . Portava in piazza la bandiera tricolore, si emozionava per storie antiche e comizi infiammati, pensava che solo i maledetti potessero dire la veritร . Quel ragazzo insieme ad altri coetanei fondรฒ una sezione e ogni mese facevano la colletta per pagare tredicimila lire di affitto, piรน le spese di luce, acqua e attivitร . Si tassavano dalla loro paghetta ma era solo un acconto, erano disposti a dare la vita. Il ragazzo aveva vinto una ricca borsa di studio di ben 150mila lire allโ€™anno e decise di spenderla tutta per comprare alla sezione un torchio e cosรฌ esercitare la sua passione politica e anche di stampa. Passรฒ giorni interi da militante, a scrivere, a stampare e diffondere volantini. E con lui i suoi inseparabili camerati, Precco, Martimeo, il Canemorto, e altri. Scuola politica di pomeriggio, volantini di sera, manifesti di notte, rischi di botte e ogni tanto pellegrinaggi in cerca di purezza con tricolori e fazzoletti al collo. Erano migliaia i ragazzi come lui. Ce ne furono alcuni che persero la vita, una trentina mi pare, ma non vuol ricordare i loro nomi; lo infastidiva il richiamo ai loro nomi nei comizi per strappare lโ€™applauso o, peggio, alle elezioni per strappare voti. Perciรฒ non li cita. Sa solo che uno di quei ragazzi poteva essere lui. รˆ lui, il ragazzo di quindici anni, il vero mandante e ispiratore delle accuse a Fini. Non rivuole indietro i soldi che spese per il torchio, per mantenere la sezione, per comprare la colla. Furono ben spesi, ne va fiero. Non rivuole nemmeno gli anni perduti che nessuno del resto puรฒ restituirgli, le passioni bruciate di quel tempo. E nemmeno chiede che gli venga riconosciuto lo spreco di pensieri, energie, parole, opere e missioni che dedicรฒ poi negli anni a quella ยซvisione del mondoยป. Le idee furono buttate al vento ma รจ giusto cosรฌ; รจ al vento che le idee si devono dare. Quellโ€™etichetta gli restรฒ addosso per tutta la vita, e gli costรฒ non poco, ma seppe anche costruirvi sopra qualcosa. No, non chiede indietro giorni, giornali, libri, occasioni e tanto tanto altro ancora. Perรฒ quel che non sopporta รจ pensare che qualcuno, dopo aver buttato a mare le sue idee e i loro testimoni, dopo aver gettato nel cesso quelle bandiere e quei sacrifici, dopo aver dimenticato facce, vite, morti, storie, culture e pensieri, possa usare quel che resta di un patrimonio di fede e passione per i porci comodi suoi e del suo clan famigliare. Capisce tutto, cambiare idee, adeguarsi al proprio tempo, abiurare, rinnegare, perfino tradire. Non giustifica, ma capisce; non rispetta, ma accetta. รˆ la politica, bellezza. E figuratevi se pensa che dovesse restare inchiodato alla fiamma su cui pure ha campato per tanto tempo. Perรฒ quel che non gli va giรน รจ vedere quelle paghette di ragazzi che alla politica dettero solo e non ebbero niente, quei soldi arrotolati di poveracci che li sottraevano alle loro famiglie e venivano a dirlo orgogliosi, quelle pietose collette tra gente umile e onesta, per tenere in vita sezioni, finire in quel modo. Gente che risparmiava sulla benzina della propria Seicento per dare due soldi al partito che col tempo finirono inghiottiti in una Ferrari. Gente che ha lasciato alla Buona Causa il suo appartamento. Gente che sperava di vedere un giorno trionfare lโ€™Idea, come diceva con fede grottesca e verace. E invece, Montecarlo, i Caraibi, due, tre partiti sciolti nel nulla, gioventรน dissolte nellโ€™acido. รˆ questo che il ragazzo non puรฒ perdonare.
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