Vedi Caro Ivano,
Non nego a nessuno, autoctono o forestiero che sia, il diritto di discutere di cose elbane, se non altro perchรฉ noi isolani, anche quelli che vantano alberi genealogici plurisecolari, siamo tutti di origine foresta (la tua dovrebbe essere corsa). E poi sia chiaro, una volta per tutte, che per me, chi vive e lavora qui, รจ a tutti gli effetti uno di noi.
Di contro, non contesto neanche agli elbani di fori il diritto-dovere di interessarsi della loro patria dโorigine. Ho solo lanciato un โgrido di doloreโ e di fastidio per lโeccessiva concentrazione nel mese di agosto di schiere di soloni (anche amici carissimi) che al grido di: โMa cosa ci vorrebbe a fare...โ o โPerchรฉ nessuno ha mai pensato aโ... ti bloccano in piazza e ti rovinano lโestate. Anche perchรฉ il loro interessamento โ spesso superficiale e ignaro della realtร amministrativa- dura fino al primo di settembre e poi finita la festa...
Se questi signori, tra i quali si annoverano persone di alto valore politico e tecnico (tu e Dante fra questi) intendono veramente contribuire alla rinascita di questโisola, oggi cosรฌ in crisi, perchรฉ non costituiscono un club di โelbani di foriโ e collaborano organicamente con le amministrazioni locali. Beninteso, con proposte coerenti, ben strutturate e condite con una buona dose di umiltร e discrezione. Credo che sarebbe un grande valore aggiunto.
Pasqualino
