Egregio Direttore Rossi,
ho molto apprezzato deontologicamente la Sua pubblicazione, domenica scorsa, del mio appello ai Sindaci a favore della Provincia EA; altri non l’hanno fatto, forse “intimoriti” dalle circostanze e che l’abbia fatto Lei Le rende doppiamente onore. Ho apprezzato meno che nell’ “a sciambere” di oggi abbia preferito la zuppa lombarda alla mia replica all’ “a sciambere del rasoio” della stessa Domenica: “La solita zuppa del Martinenghi”, avrà pensato, optando per la più digeribile “zuppa lombarda” . Difficile darLe torto. Sinceramente, non posso lamentarmi di come mi tratta. Però reputo utile chiarire ai lettori che la Provincia EA semplificherebbe, non complicherebbe le cose, come da Lei erroneamente asserito e dunque mi sento legittimato a pubblicare la mia replica di domenica su “Camminando” del Direttore Prianti.
Cordialmente Suo,
Stefano Martinenghi
Egregio Direttore Rossi,lungi da me polemizzare con il maestro di storia e tradizioni elbane, da me apprese anche sul testo “Zuppe e Stornelli” da Lei scritto a quattro mani con l’amico Alvaro Claudi! Le lascio pure la Sua personale interpretazione del “rasoio di Occam”, da me appreso al liceo con il prof. Berti, con l’augurio che non abbia a tagliarsi qualche parte vitale per l’uso troppo disinvolto che ne fa. Perché la Sua citazione del “rasoio” calza a perfezione con il caso della Provincia dell’Elba che, all’opposto di quanto da Lei sostenuto, semplificherebbe tutto il processo decisionale ed amministrativo. Con essa basta con fallimentari Enti di Comunità Montane, Unioni di Comuni e future nuove forme associative a frapporsi opacamente tra i cittadini dell’arcipelago, la Provincia di Livorno ed il “palazzo” di Firenze. Ch’è ormai chiaro a tutti hanno ben altro in cima ai pensieri che l’Arcipelago, con gli elbani addirittura pubblicamente denigrati in passato perché “troppo ricchi per lamentarsi” (!). Con la Provincia EA rimarrebbe un solo Ente finalmente autonomo a dialogare con il solo Governatore regionale a monte e con solo 4 o 5 Sindaci a valle. Più semplificato ed economico, dunque conveniente, di così non c’è null’altro! Un solo Ente autonomo guidato da residenti eletti dai residenti – non da foresti manutengoli asserviti a chi li ha nominati - che si insedierebbe nel Palazzo ex Comunità Montana di Portoferraio per decidere con i soli nostri Sindaci eletti di investire nelle infrastrutture che servono al “decollo” dell’Elba Arcipelago e dei suoi abitanti - ospedale, navi, porti, aeroporto, musei, strade, centri congressi, depuratori, etc .- le decine di milioni di euro annuali di proventi fiscali finalmente a disposizione. Senza umilianti quanto inutili questue dei nostri Sindaci al Governatore, sceso in corteo a “consigliare” che con obbedienza e cappello in mano qualcosa otterranno. Con la Provincia EA , lo scrive “Il Mondo in edicola”: “la provincia rossa di Livorno, storico feudo di sinistra, smetterebbe di intascarsi i soldi dei contribuenti elbani, per lo più moderati o simpatizzanti della Lega, per poi spenderli in continente”. Se dopo anni di miei “noiosissimi pippettoni” sulla Provincia EA – e su questo ha ragione - si è convinto che con essa: “si semplifica complicando, aggiungendo un altro livello decisionale (e di spesa) insulare a quelli che ci sono già”, sono desolato, significa che non so spiegarmi. Ma comunque non demordo: “gutta cavat lapidem” diceva il detto latino, adattato a perfezione all’Elba: “la goccia scava il granito”, se non erro. Attendo Sua gradita conferma.
Cordialmente Suo,
Stefano Martinenghi
