CARO CLAUDIO DI CAMPO,
quando tratto di politica, ovvero di interessi pubblici, cerco di non farmi condizionare dall'uso strumentale che viene fatto di fatti privati, nรจ dai miei valori di cattolico praticante.
Chi mi conosce sa come giudico da capofamiglia - come molti italiani - la condotta privata del premier, che perรฒ rimane personale. Da uomo posso valutare se l'uomo meriti o meno il mio voto alle prossime elezioni, ma da cittadino non sopporto che i "furbetti del quartierino" - manca solo D'Alema per fare poker, ma ancora per poco - facciano i puritani "scandalizzati" per mandare a monte il Governo ed il Paese. Per pura ambizione personale. Da che pulpiti la morale!
E' invece la dimensione del danno materiale per la collettivitร che mi fa rubricare il primo come "scandaletto", il secondo come "scandalone"; non la dimensione del mio "buzzo"(battuta da usare con cautela da chi "mastica" politica a Campo).
Ma a dirla tutta, anche da cattolico praticante (ma non bigotto) mi preoccupa piรน che ognuno del tris non abbia mai lavorato un solo giorno in vita sua, di quante donne riesca ancora a farsi di notte un attempato ma vigoroso signore, rimasto affettivamente solo. Non credi che siano C***i suoi (ed eventualmente della sua anima)?
Con ciรฒ, ognuno รจ libero di pensarla come crede.
Ciao
Stefano M.
