Gio. Feb 19th, 2026

Homepage

Lascia un messaggio

 
 
 
 
 
 
I campi con * sono obbligatori.
Il tuo messaggio sarร  online dopo l'approvazione della Redazione di Camminando.
Ci riserviamo il diritto di cancellare o non pubblicare il tuo messaggio.
Stefano da Stefano pubblicato il 3 Novembre 2010 alle 14:42
Buongionro a tutti, seguo questa discussione da quando ha iniziato a scriverci Massimo Taglione e mi interessa molto conoscere le opinioni contrastanti dei cittadini di Capoliveri e dei giocatori di softair intervenuti in questa manifestazione. Scrivo qui in questa discussione senza l'intenzione di imporre un'idea o dimostrare che il mio pensiero e' migliore di quello altrui ma solo per riportare la mia opinione da semplice giocatore dopo 5 anni che pratico questo sport, prima pero' mi sento in dovere di presentarmi anche per far capire bene il mio punto di vista e come interpretare il mio pensiero. Sono Stefano ho 24 anni e sono uno degli "invasori" del finesettimana scorso arrivati dal continente, gioco da 2 anni in un gruppo di Firenze, lavoro regolarmente come informatico con un contratto a termine e ho preferito andare a lavorare piuttosto che entrare all'universita'(conosco i miei limiti non ero in grado); ci tengo a precisare che parlo a titolo personale e non di tutto il mio gruppo per non creare fraintendimenti e sopratutto perche' non conoscendo le idee di tutti gli altri non li rappresento. La cosa piu' importante che mi sento di dire e' che chi pratica il softair non fa la guerra, non e' un guerrafondaio, non e' un violento e non pensa assolutamente che e' divertente arrecare del danno o uccidere una persona per sport; se il nostro sport puo' creare questo pregiudizio chi ci conosce realmente sa che non e' cosi'. Inoltre il softair non e' un modo per sfogare bisogni repressi di violenza o un ripiego per chi non e' entrato nell'esercito, nelle forze di polizia o in altri enti militari; e' uno sport. Agonistico e non con i suoi allenamenti i suoi tornei le sue regolamentazioni i suoi furbetti e quelle persone che non comprendono appieno il concetto di sport come passatempo. Puo piacere ed esserne interessati come no ma gradirei fosse trattato e considerato come uno sport. Di cose sul softair se ne sono dette tante sia positive che negative ma quello che mi tiene ancorato a questo mondo strano e particolare e' che e' uno sport ONESTO, quando ne parlo tutti fanno riferimento alle palline di vernice perche' quando ci sono delle regolamentazioni degli sport e' necessario un modo inequivoabile per non infrangerle, un segno tangibile che le regole vengano rispettate; nel softair non c'e n'e bisogno i giocatori seguono le regole autonomamente, non ci sono falli non c'e contatto fisico e non ci sono penalita'(le uniche eccezzioni sono sui tempi per alcuni tipi di gare come gli stop&go o i minuti aggiunti per essere stati scoperti). I giocatori rinomati sono sicuramente persone oneste che continuano a giocare perche' considerate oneste e ogni manifestazione o incontro e' anche un ulteriore prova; il passaparola e' l'arma piu lenta ma efficace come un tribunale fatto direttamente da giocatori. Il fatto che noi utilizziamo equipaggiamenti mimetiche che sono repliche e molte volte anche originali dipende dal fatto che alzando il livello di competitivita' e dovendo compiere azioni movimenti spostamenti pernottamenti e scontri a "pallini" sempre piu realistici, il vantaggio tecnico che possono dare e' ovvio; chi meglio degli operatori che lo fanno di mestiere ci puo insegnare come usare cosa quando e perche'. come anche le nostre ASG che assomigliano a quelle vere non tanto perche' vorremmo averle realmente in mano ma xke' oggettivamente non ci piace girare con una specie di aereografo con bomboletta come nel paintball anche per coerenza con quello che vorremmo rappresentare su cui stiamo giocando. Come negli scacchi o negli strategici da tavolo, le pedine ricordano a grandi linee quello che rappresentano, perche' dover snaturare il concetto di simulazione se questo viene segnalato comunicato e non arreca danno? Secondo me viene criticato, astacolato e boicottato come sport per la mancanza della controparte femminile. Il softair e' aperto a tutti non viene discriminato nessuno ne per sesso, preferenze sessuali, schieramento politico, eta' (non e' raro trovare minorenni con il permesso dei genitori ma anche moltissimi padri di famiglia e forse nonni) ma le ragazze lo evitano perche' giocare nei boschi con un fucile finto non e' da ragazze per bene. Va sempre bene tutto quello che gira intorno alle ragazze, discoteca, sfilate, locali costosi, sport di squadra con curve pericolose, festini dubbi in ville sorvegliate all'entrata etc etc... le nostre alte cariche istituzionali e modelli mediatici ne sono un esempio che orami e' su tutti i giornali tv e radio. Tutte quelle pulsioni dalla cintura in giu sono giuste e lodevoli basta che il ragazzo paghi e la ragazza venga pagata. Quando non ci si vuole conformare, si vuol trovare una comunita' sana che si autoregola che e' fatta di amici che si diverte insieme, amici onesti, che vede posti stupendi e' un efficace forma di aggregazione e permette di conoscere persone a livello Italiano con la stessa passione in barba ai vari federalismi e' considerato il piu grande costrutto del demonio atto a distruggere le menti giovani distaccandole da valori piu alti come la top@ e la cultura. Ma di quale cultura stiamo parlando? siamo sicuri che il tempo che una persona dedica al softair (in media 6 ore a domenica e qualche evento ogni tanto che prende un finesettimana) impediscce altre attivita' culturali? sono da considerare migliori allo sport? dobbiamo scegliere o l'uno o l'altro? dobbiamo per forza avere degli schieramenti? per me coesistono. Per quanto riguarda quel padre di famiglia che si firma babbo, capisco benissimo il suo punto di vista e sicuramente non e' facile prendersi delle grandi responsabilita' come una famiglia o un lavoro impegnativo. Io penso pero' che in fase di crescita un motore fondamentale che spinge l'individuo a migliorarsi, a crescere e a trovare un suo equilibrio e' la speranza, in questo caso la speranza e' rivolta a quella parte di tempo libero che si dovrebbe avere anche se si hanno grandi responsabilita' e impegni tutti i giorni. Non sempre e' possibile le realta' che si stanno definendo in questo momento sono molto povere di tempo libero e di attivita' non remunerative; ma se uno vive per lavorare non vive piu ma sopravvive e se non ha un obiettivo piu alto impazzisce. C'e da dire che non ci sono solo studenti che giocano, molti lavoratori, padri, persone con un buon stipendio(economicamente e' come il ciclismo spendi all'inizio per prenderti la bici poi pedali in autonomia lasciandoti sempre la possibilita' di migliorarti). Io penso che la manifestazione appena conclusa sia stata un successo organizzativo perche' si e' continuato a giocare senza "occupare" una data zona e bloccarla al pubblico e questa e' una situazione unica in Italia, i problemi ci sono stati certo ma sapevamo tutti che era una prova (noi contractors eravamo nel lusso abbiamo dormito tanto ma sparato poco e mendicavamo un contratto dal sabato pomeriggio) andra' meglio la prossima volta che mi auguro ci sara' e sara' ancora una volta atta a promuovere un comune e una localita' bella come capoliveri. un saluto ai fratelli Elbani a tutti i partecipanti della caput liberum mando i miei complimenti a Massimo e tutta l'organizzazione, ringrazio il comune e tutti gli enti coninvolti un saluto da firenze. Stefano
Attendi...