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CARO YURI da CARO YURI pubblicato il 2 Novembre 2010 alle 14:53
Caro Yuri, (se ci chiamiamo โ€œcaroโ€ diamoci pure del โ€œtuโ€), se ti ho dato lโ€™impressione di voler polemizzare, vuol dire che ho usato male le parole. Il mio primo intervento era diretto ad un apocrifo e non a Yuri e partiva dal non aver capito la vignetta. Circa la lamentazione che conteneva, ho giร  detto che la tua spiegazione mi ha in parte soddisfatto. Credevo francamente che si alludesse ad altro. Consentimi, perรฒ, di credere -anche se in controtendenza- alla validitร  dellโ€™antico motto: โ€œScherza coi fanti...โ€, sia pur convinto che se una fede religiosa diventa motivo di scontro, vuol dire che in chi la pratica cโ€™รจ qualcosa che non va. Riguardo, poi alle nostre (da te asserite) differenze politiche, non so come la pensi, ma ho visto quello che hai fatto e nel mio piccolo ti sono venuto dietro. Per parte mia, non appartengo organicamente a nessuno dei due schieramenti contrapposti; anzi detesto il concetto stesso di schieramento contrapposto e per questo sono un nostalgico della prima repubblica. Per il resto sono un cane sciolto, democratico, riformista, antirazzista, garantista e filoamericano e ho sempre votato dalla parte opposta a dove si trovava Di Pietro. Ho amato lโ€™idea del parco, ma lโ€™ho abbandonata ben presto per come questo veniva gestito (o non gestito) e per come ha completamente disatteso il ruolo di promozione sociale e culturale che gli attribuisce la legge 394. Rimpiango Tanelli. Lo stesso discorso, o quasi, vale per il comune unico: tanti secoli fa sono stato un convinto sostenitore del primo comitato pro comune unico. Poi mi sono accorto che molti politici usavano quest'idea come alibi per nascondere la propria inefficienza. Da allora penso che prima bisogna decidere cosa si vuole fare dellโ€™Elba e con quale percorso e poi scegliere lโ€™assetto istituzionale. Mi spiego meglio: se si vuole veramente risolvere i nostri annosi problemi, inaugurando una โ€œvertenza Elbaโ€ nei confronti di Governo e Regione, il comune unico potrebbe essere ottimo strumento, ma se si preferisce rimanere succubi delle angherie di Firenze, tanto vale tenerci i vecchi gloriosi comuni. In tutti i casi preferisco il processo graduale, cominciando dai comuni che giร  si possono unificare (ad esempio, i due Rio e le due Marciane). Plaudo allโ€™iniziativa di Bosi di mettere tutti i sindaci al tavolino per discutere di come uscire dalla crisi. Sulla questione Brassard mi dichiaro incompetente a giudicare. Non conosco Taglione, ma ho molta stima del Monello. Cordialmente, Pasqualino
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