[COLOR=darkblue][SIZE=4]Il Punto su Comune unico e nuova Provincia. [/SIZE] [/COLOR]
La “decisa” campagna politica lanciata dagli unici Sindaci rimasti al centro sinistra elbano – Peria di Portoferraio ed Alessi di Rio Elba - per suggestionare cittadini, Sindaci ed associazioni di categoria a favore della fusione in un solo Comune degli otto esistenti, merita alcune considerazioni. La prima è che le iniziali “forzature” mediatiche, seguite dai cauti “distinguo” di Sindaci ed associazioni di categoria, paiono rientrate. Ed è bene, perchè provvedimenti come il Comune unico, che riguarderebbe la vita delle famiglie di un’intera comunità, non vanno decisi da un pugno di persone “in riunione”. La seconda è alla luce dei risultati ufficiali del referendum online “Comune unico SI/NO” effettuato da un noto giornale internet con circa 5.000 lettori giornalieri. Al quale hanno partecipato solo 650 lettori, pari al 2,4% circa della popolazione elbana, circa due ogni 100. Di questi 650 votanti, il 66% si è espresso per il SI al Comune unico, pari a 429 persone, l’1,4% degli elbani, circa uno e mezzo ogni cento. La percentuale “omeopatica” dei votanti a favore è significativa del disinteresse, se non dell’ostilità verso il Comune unico degli elbani più attenti; giudizio confermato dai rilevamenti sociologici che indicano nei navigatori internet la fascia più attenta e preparata del Paese. Ma ancor più interessante è la percentuale dei lettori abituali che ha disertato tale referendum online: l’87%. Se tale percentuale “bulgara” avesse una seppur minima rilevanza statistica, i dirigenti PD dovrebbero inquietarsi, considerato che un vero referendum pro o contro il Comune unico per essere dichiarato valido necessiterebbe di un quorum di partecipanti – il numero di coloro che si recano in cabina elettorale con i documenti e vota – non inferiore al 50%+1 dei residenti validamente iscritti nelle liste elettorali. Senza tale quorum il referendum non sarebbe valido, la Regione non potrebbe dare avvio all’iter legislativo per il Comune unico ed i nostri dirigenti sarebbero politicamente….kaputt. Non resta dunque che augurarsi che questo piccolo “campanello d’allarme” – gli elbani non sono 650 ma più di 30.000 - basti a far desistere tali dirigenti (e la corte di testimonial arruolati) dall’infausta iniziativa. La terza considerazione inerisce invece la nuova Provincia dell’Elba Arcipelago (EA), l’unica soluzione istituzionale di “governo” del territorio possibile e redditizia – dati e leggi inconfutabili alla mano – perché la sola ad assicurare autonomia regolamentare e decine di milioni di euro di nuove entrate fiscali per lo sviluppo dell’Elba Arcipelago. Diversamente dall’ipotesi “povera” quanto a poteri e risorse del Comune unico, deciso dalla Regione se un referendum lo confermasse nei termini sopra esposti, sappiamo che la nuova Provincia viene deliberata dal Parlamento nazionale. Questo è però da mesi in subbuglio per le note vicende e per l’inevitabile approssimarsi di elezioni anticipate, nonostante le smentite di rito. Purtroppo. Invito pertanto gli amici elbani che pressano per entrare in azione alla pazienza. Ed alla fiducia. La nuova Provincia è obbiettivo raggiungibile, ma solo con un Parlamento stabile a maggioranza di centrodestra, come sembrava fosse ad inizio legislatura, quando abbiamo iniziato a lavorare concretamente su questa ipotesi confortati da illustri personalità politiche. Convinte come noi, dati e leggi alla mano, della fattibilità della soluzione prospettata, considerate le peculiarità del nostro territorio. E del diritto costituzionalmente garantito di una popolazione di darsi l’assetto amministrativo migliore fra quelli consentiti dalla normativa. In conclusione, per quanto sia umanamente e politicamente comprensibile che la dirigenza del PD elbano-livornese cerchi, con il Comune unico, di non perdere la “presa” sull’Elba e su milioni di euro di tasse oggi investite altrove, non si illudano: gli elbani non lo permetteranno. A prescindere dallo schieramento politico. E ci sarà anche “Elba Arcipelago” a vegliare.
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Stefano Martinenghi. [/COLOR]
