Non la prenda per lโennesima provocazione se, oltre alle cose da lei dette e che condivido, aggiungo questa mia riflessione che, magari in altri termini, ho giร proposto su questo blog.
Dopo la caduta del muro di Berlino il P.C.I, vista lโormai manifesta insostenibilitร della loro ideologia, avrebbe dovuto iniziare un vera autocritica sul comunismo e aprire un dialogo con chi da sempre professava il riformismo.
Si sarebbe creato, cosรฌ, un unico e forte partito socialdemocratico, comโรจ avvenuto negli altri paesi europei. Se ciรฒ non รจ accaduto รจ per i motivi addotti da lei, ma non solo: non bisogna dimenticare che il PCI รจ stato il primo vero partito azienda della storia repubblicana. Unโ azienda con ampi e complessi interessi economici e una vasta schiera di politici di professione, funzionari e dipendenti. Questi, per paura di perdere il loro status e le relative prebende, hanno rimandato il processo di revisione del comunismo italiano. Non arriverรฒ a dire che, a questo scopo, hanno inventato โmani puliteโ ma, mentre navigavano in pessime acque, hanno visto passare quella scialuppa e, piuttosto che annegare, ci sono imbarcati.
Cosรฌ hanno inventato -unici nella storia del movimento operaio internazionale- la โvia giudiziaria al socialismoโ per annientare il PSI e gli altri partiti riformisti i quali, solo per il fatto di esistere, li avrebbe costretti a fare i conti con la propria storia.
Hanno imboccato questa scellerata scorciatoia e per questo, oggi, si dibattono in mille difficoltร .
