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Per amministrazione Portoferraiese Per amministrazione Portoferraiese da Portoferraio pubblicato il 4 Giugno 2020 alle 06:41:
Mi chiedo visti gli enormi disservizi che continua a dare l'azienda
che gestisce i rifiuti che cosa si aspetti a far saltare qualche
responsabile o dirigente.
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Cercasi comparse per Film all'Elba Cercasi comparse per Film all'Elba pubblicato il 4 Giugno 2020 alle 03:49:

*CASTING*


VENERDÌ 12 GIUGNO
PRESSO IL PALAZZO DE LAUGIER A PORTOFERRAIO DALLE ORE 9.00 ALLE 18.00 SI TERRANNO I CASTING PER IL FILM DAL TITOLO ''UN ESTATE ALL'ISOLA D'ELBA''
REGIA Di JOPHI REIS
PRODUZIONE '' VIOLA FILM SRL''
LE RIPRESE INIZIERANNO IL 29 GIUGNO E ANDRANNO AVANTI PER TUTTO IL MESE DI LUGLIO IN VARIE LOCATION DI TUTTA L' ISOLA D'ELBA
SI RICERCANO LE SEGUENTI FIGURE:
-BAMBINI E BAMBINE DI ETÀ DAI 5 AI 10 ANNI
-UOMINI E DONNE DAI 18 AI 74 ANNI DI TUTTE LE ETNIE
-UOMINI E DONNE DAI 18 AI 74 ANNI CON ESPERIENZA DI RECITAZIONE PER ALCUNE PARTI DI FIGURAZIONE SPECIALE
-COPPIE E FAMIGLIE VERE CHE SIANO COMUNQUE RESIDENTI NELLA STESSA ABITAZIONE
-RAGAZZI 18-28 CHE SIANO FRATELLI E SORELLE O CHE COMUNQUE ABITINO NELLA STESSA CASA
SI RICERCANO ANCHE:
-PERSONE CON CANE
-PERSONE CHE SAPPIANO ANDARE IN BICICLETTA
-PERSONE CON PATENTE E AUTO PROPRIA
-PERSONE PROPRIETARIE DI AUTO D’EPOCA
Presentarsi muniti di fotocopia del documento di identità fronte retro, codice fiscale, codice Iban personale, email.
Per coloro che non hanno la cittadinanza italiana fotocopia del permesso di soggiorno o passaporto in corso di validità.
Per i minori i documenti di entrambe i genitori e del minore stesso.
Extras Coordinator Stefania Bibbiani
A.o.s.m.
Viviana Attilio
Email stefania.bcasting@gmail.com
TUTTE LE FIGURAZIONI SCELTE PER LAVORARE VERRANNO RETRIBUZIONE COME DA CCNL
N.B.TUTTI GLI INTERESSATI DOVRANNO PRESENTARSI CON I DPI COME DA NORMATIVE VIGENTI (ESEMPIO MASCHERINE) INOLTRE VERRÀ RICHIESTO DI FIRMARE UN MODULO PER IL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI E UN AUTO DICHIARAZIONE COSÌ COMPOSTA:
DICHIARO
-DI NON ESSERE POSITIVO AL COVID 19.
-DI NON ESSERE SOTTOPOSTO A MISURE DI QUARANTENA
-DI AVERE UNA TEMPERATURA CORPOREA INFERIORE A 37.5
-DI NON AVERE SINTOMI RICONDUCIBILI AL COVID 19
Stefania Bibbiani
3421632878
stefania.bcasting@gmail.com
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Raziocinante Raziocinante pubblicato il 3 Giugno 2020 alle 21:33:
Chi è contrario al Comune unico?
A parte gente che si dice elbana ma appunto sta in Australia, è fuori del mondo da decenni e non ha idea di cosa succede, sicuramente i vari ducetti locali e i loro rispettivi entourage, che in un comune di 32.000 abitanti non conterebbero più nulla (giustamente); le varie piccole lobby che tengono in pugno i vari sindaci, i quali poi si contendono coi rivali di turno il singolo voto con mezzucci più o meno squallidi tipo strane assunzioni ; tutti quelli che hanno interessi particolari che riescono a far prevalere sull’interesse comune in paesi di 1000-2000-3000 abitanti ma che dovrebbero piegarsi alle regole del vivere civile in un Comune unico normale...
Paradigmatico è il tale che scrive “sì poi in un comune unico con 32000 abitanti se hai bisogno di andare a parlare col Sindaco è peggio di chiedere un’udienza al Papa”... Ma che cavolo ci devi andare a fare a parlare col sindaco?!? A chiedere favori?!? Mah, ci sarete abituati voi... né io né alcun mio familiare né alcun mio amico abbiamo mai chiesto un colloquio con un sindaco in vita nostra, se abbiamo bisogno di rapportarci col Comune o con le altre istituzioni ci sono i canali ufficiali. (Poi chissà come faranno tutti gli italiani che vivono in città di più di 32000 abitanti, pensate che ce ne sono di 40.000, 50.000... pensate addirittura di UN MILIONE E PIÙ, saranno tutti lì in rovina perché non possono andare a parlare col sindaco, che poi comunque manco è vero)...
Magari rendiamoci conto che siamo nel 2020 e non nel Medioevo coi podestà di paese né nella preistoria coi capivillaggio né nella Sicilia dell’Ottocento col notaio, il farmacista e il parroco che dettano legge. Magari la soluzione di passare da 7 comuni a 1 non è la migliore, magari potrebbero rimanere 3 o 4, ma chi difende lo status quo con 7 comuni fra cui il più piccolo della Toscana lo fa chiaramente perché antepone interessi particolari (che siano suoi, della famiglia, dell’azienda, degli amici, del paesello) a quelli dell’Elba.
Ecco pensate che con un comune unico saremmo ancora ostaggi del semaforo di San Giovanni che blocca tutta l’isola e non si fa perché non ci sono quattrini è perché qualche potentino non vuole farsi espropriare due metri di terreno?
Vi sembra che i soldi di un ente sommamente inutile come la Gat siano spesi bene e in maniera trasparente, oppure siano utilizzati giusto per spandere un po’ di soldi per conquistarsi qualche voto da parte di chi la gestisce con criteri privatistici? Se li riscuotesse un Comune (Unico) non sarebbe meglio?
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Comune unico ai Giovani Comune unico ai Giovani pubblicato il 3 Giugno 2020 alle 18:13:
Mi spiegate di quale identità locale state parlando? mi fa ridere che gli Elbani all'estero parlino contro l'unione, ma si definiscono "elbani". Napoleone è stato esiliato all'Elba, non a Portoferraio e (le allora) frazioni. Sui social vi registrate come "Nome_ELBA", la gente anche se va in vacanza da anni nello stesso porto dice che va all'ELBA. Voi stessi quando vi chiedono da dove venite dite di essere elbani. Mi spiegate quindi cosa siamo? siamo dei vecchi campanili o dei giovani cittadini del mondo con le radici sullo scoglio intero?
Altri due spunti, il primo per il signor Retali, che dovrebbe ripassare storia e matematica: sulla carta, Portoferraio non è la maggioranza, ma solo il 40% della popolazione. La questione andrebbe rivista alla luce della popolazione votante e delle false residenze, ma guai a trattare di questi argomenti. Tra parentesi l'ultimo referendum dimostra come l'impatto di Portoferraio sia tutto fuorchè determinante.
Il secondo lo faccio a voi elbani che parlate di organismi intermedi: non siete gli stessi che si lamentano della GAT?
Parliamoci chiaro, i nostri 7 comuni sono in CONCORRENZA tra di loro e noi ne paghiamo le conseguenze. Molte volte sono proprio i piccoli a pagare: ricordiamo per esempio ai marinesi di quando si sono beccati la spazzatura di Marciana per via di due diverse raccolte differenziate? o vogliamo ricordare dei calendari eventi che vedono una marea di sovrapposizioni?
La verità è che col comune unico tutti mangerebbero di più nel medio periodo, ma gli elbani vogliono mangiare poco e subito, anche se altri muoiono di fame.

P.S.
Portoferraio va male non solo perchè ha avuto amministratori poco dotati, ma soprattutto perchè si becca tutti i problemi degli altri comuni quali Ospedale, scuole, porto e logistica.
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X L'AMICO GUALBERTO X L'AMICO GUALBERTO da CAPOLIVERI pubblicato il 3 Giugno 2020 alle 17:42:
Sarò breve.
Per me comune unico si intende anche territorio unico che vuol dire potenziare i porti di Cavo e Rio, decentrate Portoferraio e cioe' I grandi supermercati e discount in giro per l'isola, così per gli uffici amministrativi e per finire lo stabile del nuovo comune al centro dell'isola.
Saranno contenti a Portoferraio?
Un caro saluto da un amico.
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x Loredana Ambrogi x Loredana Ambrogi pubblicato il 3 Giugno 2020 alle 16:21:
Il nome Capoliveri è nato nel medioevo come Capolibero , il significato non è proprio certo, ma fa pensare a qualcosa di "libero", senza padroni!
Anche i miei nonni e bisnonni e forse anche i trisavoli camminavano sulle vie di Capoliveri frazione di Portolongone, ma nel 1906 per fortuna ritornò Comune di Capoliveri, infatti i miei nonni (nonno paterno:1907, nonna materna 1910)... sono nati a CAPOLIVERI !
e io non voglio cambiare in peggio, se devo cambiare, voglio cambiare in meglio.
Sono tanti che vorrebbero il Comune Unico, li conosco quasi tutti e il 99% hanno interessi politici!
... credimi, cara amica Loredana
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LAPSUS FREUDIANO LAPSUS FREUDIANO da piero in campo pubblicato il 3 Giugno 2020 alle 16:21:
Non sono mai stato così d’accordo con uno qualunque come sul fatto che sia arrivato il momento di lanciare un messaggio, anzi un massaggio robusto: quello di tirare fuori i muscoli e magari mostrare anche i denti.
E non solo per non comprare prodotti di chi ci mette i bastoni fra le ruote, ma per salvare il salvabile almeno nel nostro piccolo: lo scandalo (peraltro facilmente prevedibile e prevenibile) dei prezzi dei traghetti non è che la punta dell’iceberg di una serie di sciocchezze che sono state dette, strombazzate e proposte per rendere ancora più difficile una situazione già precaria e fortemente compromessa.
Quello che dice il medico del signor elbano oggi, più o meno l’avevo già riportato io su questo blog in data 27 aprile, ma i nostri pregiati amministratori (sindaci, can&gat, lanere e larossi, parchi, comuni unici, associazione albergatori chiusa per ferie, ecc. ecc.) sembrano, al contrario, preoccupati solo di proporre e imporre idiozie scomposte e controproducenti.
Possibile che l’isola di Napoleone, l’erede della rivoluzione francese, non sia capace di fare un’altra rivoluzione contro questa miope monarchia incartapecorita? Ne riparliamo a settembre, ma sarà solo per piangerci addosso.

P.S. Tutta la possibile solidarietà all'Acquario dell’Elba, che è un’attrazione e una risorsa per tutta l’isola e che sicuramente si regge più per passione che per lucro (l’acquario di Genova sta in piedi solo grazie a preponderanti sovvenzioni pubbliche malgrado un carissimo biglietto d'ingresso): merita il nostro sostegno morale che è anche la migliore propaganda per sostenerlo consigliandolo e facendolo conoscere ai turisti non abituali.
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Mamma lavoratrice Mamma lavoratrice da Portoferraio pubblicato il 3 Giugno 2020 alle 15:33:
Buonasera camminatori! Qualcuno di voi ha qualche notizia su eventuali campi solari per questa estate? Tante belle parole e poi siamo ancora tutti nel limbo.... Le famiglie vorrebbero sapere come organizzarsi... 😩
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COVID 19 COVID 19 pubblicato il 3 Giugno 2020 alle 15:07:
Per il. SIG. ELBANO, quanti medici ho sentito dire che non era nulla una semplice influenza, usiamo i dispositivi di protezione per tutelare le persone più fragili quello che è successo ci serva da lezione e da monito.
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ACQUARIO DELL'ELBA ACQUARIO DELL'ELBA pubblicato il 3 Giugno 2020 alle 15:04:
YURI TIBERTO…”LE MIE RAGIONI”

Devo dire che sono davvero commosso per l'affetto che avete dimostrato a me, ai miei collaboratori e al "nostro" Acquario.
Voglio però precisare che il "non godere di sovvenzioni pubbliche" è innanzitutto una mia precisa scelta. Una struttura privata deve reggersi sulle proprie gambe, e non avere "padrini" significa anche non avere "padroni". E penso anche che, in questa situazione di emergenza, Comuni e Istituzioni debbano dare la precedenza negli aiuti a tutte quelle aziende e ai tanti cittadini che sono davvero in grande difficoltà. Io ho sempre cercato di far sentire l'Acquario come un bene di tutti: da sempre gratuito per le scuole elbane, i campi solari, sempre disponibile per tutte le iniziative rivolte a diversamente abili o a fini sociali. Certo, un anno di sole spese (perché anche se chiuso, ha sempre in funzione le vasche principali, e solo di corrente elettrica sono qualche decina di migliaia di euro, oltre alla manutenzione e all'alimentazione dei nostri amici pinnuti..) sarà piuttosto arduo da assorbire. E forse, come in molti avete generosamente proposto, per ripartire a pieno regime, l'anno prossimo ci sarà bisogno di un aiuto esterno. Ma non certo "aiuti di Stato" o contributi a fondo perduto. Il solo, vero, grande aiuto di cui avremo bisogno è che sentiate davvero "vostro" l'Acquario. Proporremo delle tessere annuali per i residenti, e dei biglietti scontati da regalare (o rivendere: anche l'anno prossimo sappiamo sarà presumibilmente difficile per tutti). Ma soprattutto, abbiamo veramente bisogno di cambiare la mentalità: l'Acquario non può essere la "ruota di scorta" da utilizzare solo col cattivo tempo. Non possiamo basare una stagione su quei 4/5 giorni di pioggia che garantiscono il pienone, ma che in realtà sono anche quelli in cui la folla, il caldo e l'umidità rendono meno piacevole la visita. Abbiamo bisogno che il messaggio che passi ai turisti sia che semplicemente "ne vale la pena". Di prima mattina, quando la sabbia è ancora umida. Nelle ore più calde del dopopranzo. Abbinato ad un aperitivo sulla terrazza panoramica. Dopo cena, prima di una bella passeggiata in Paese. In buona sostanza, tanti piccoli "agenti pubblicitari" che sostengano tutti insieme una "loro" attrattiva per l'Isola.
Un grande abbraccio e un enorme in bocca al lupo per la stagione.. a tutti noi!
Yuri Tiberto
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LOREDANA AMBROGI LOREDANA AMBROGI pubblicato il 3 Giugno 2020 alle 12:13:



Ciao Gualberto,ho letto la tua lettera che condivido solo in parte.
Ti ricordo che quando i tuoi nonni e i miei bisnonni camminavano per le vie del paese,Capoliveri era una frazione di Portolongone.

E citando una frase di Tancredi nel Gattopardo:«Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi.»

Saluti Loredana Ambrogi
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Alessandro Alessandro da Campo pubblicato il 3 Giugno 2020 alle 11:47:
Per il Sig.Attilio Adriani
Ho letto velocemente il Suo scritto in merito al Comune Unico e mi permetto di dissentire quando tocca l'argomento"Sindaci".Anzitutto si deve bene informare sugli"stipendi" dei Sindaci all'Elba e loro assessori....quello che prende di più è la paga di un modesto Lavapiatti,secca secca .Inoltre Le voglio ricordare quanto segue:ad oggi Comuni su sette sono amministrati da cittadini Elbani doc,che,ad eccezione del Sindaco Zini,non si sono mai interessati a fondo di Politica: Marina di Campo:Montauti famiglia di lontane origini Campesi,Gelsi.altrettanto Capoliverese Doc,Barbi:Marcianese con madre Marcianese Doc,Porto Azzuro:Dott:Papi,arci Doc,Marciana Marina .Allori Gabriella...............idem.La pregherei di fare un giro in questi Paesi per vedere come questi giovani tengono a cuore i loro Comuni,sacrificando la vita privata per il bene dei loro cittadini,andando incontro a rischi e pensieri in ogni momento,con le minoranze sempre contrarie e mai disponibili alla collaborazione.
Ho letto anche il recente intervento fatto dal concittadino Capoliverese Gualberto Gennai che da sempre,anche dall'Australia,segue le sorti della Sua amata Capoliveri e nettamente contrario al Comune Unico !!
Al Comune Unico,caro sig.Attilio,ci sono tanti marpioni politici del Continente che sarebbero pronti a prendere le redini del comando,non le basta la dittatura Rossi?
L'Elba agli Elbani,stop agli intrusi !!!!!!
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ACQUA DELL'EBA #CONILMARENELCUORE ACQUA DELL'EBA #CONILMARENELCUORE pubblicato il 3 Giugno 2020 alle 10:53:
Elba 2035. come potrebbe essere -

Oggi iniziamo il percorso di avvicinamento al Webinar del 1 luglio "Sviluppo sostenibile: quale valore apportano i territori? Visione condivisa e co-creazione di iniziative territoriali per il rilancio dell’Italia" con la pubblicazione delle interviste realizzate ai 12 "visionari" che hanno dato la loro immagine dell'isola d'Elba nel 2035.
La prima che vi proponiamo è quella di Fabio Murzi, presidente di Acqua dell'Elba.
Potete trovare tutti i video di #Elba2035 sul nostro sito http://www.seaessence.eu/…/videogalle…/elba2035-2020/12/2020
ecco il video della prima intervista

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Filippo Filippo da Portoferraio pubblicato il 3 Giugno 2020 alle 09:43:
Traghetti prezzi da sballo e... distanze sociali



Il 31/05 2adulti e un bambino andata e ritorno 101.27 € carissimi sindaci ma stiamo a guardare senza dire niente, dovevo iniziare a lavorare come tutti gli anni a maggio e ora sono sempre a casa e il titolare mia detto forse il 15/06 ma guardando questi prezzi chi viene a l'isola non guardiamo a abbellire le piazze ci vuole il polso e andare tutti al porto con manifestazione e bloccare tutto andare in televisione e sputtanare tutto così si muovono politici e Regione per il mio punto di vista è inutile pubblicizzare lettini e ombrelloni gratuiti sulle televisioni ci vuole prendi la nave a prezzi speciali e una tratta di un ora ma quanto gasolio dovrebbe consumare
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uno qualunque uno qualunque da rio pubblicato il 3 Giugno 2020 alle 09:25:
Cerimonia del 2 Giugno.

Ieri mattina, ho seguito con una certa commozione, la cerimonia della deposizione della corona d'alloro all'Altare Della Patria, culminata con il passaggio delle frecce tricolori sopra il monumento del Milite Ignoto. In altri tempi e con la più giovane età, sarebbe stata per me una manifestazione ufficiale di routine come se ne fanno tante in occasione di date storiche. Oggi questo evento mi ha commosso ( segno di vecchiaia? ma....) tant'è che questo sentimento è emerso in me abbastanza intensamente. Ho pensato alla mia Patria che sta attraversando un periodo molto oscuro, senza una guida certa, in un'ambiente circostante abbastanza ostile, con diversità di intenti in Parlamento, la povertà alle porte di molte famiglie il mondo che è ritornato alla guerra fredda. Ho fatto una carrellata sugli avvenimenti emersi in questi ultimi giorni in Italia: i delinquenti che escono di galera, la magistratura che viene rappresentata come lobby di potere, il Presidente della Repubblica, sommo rappresentante della democrazia, che a detta di ex magistrati, tradisce il suo mandato, governi viziati nella loro formazione da intromissioni di elementi non democratici; alla commozione è sopraggiunta la tristezza e la melanconia. Speriamo che siano solo sentimenti pessimistici che prevalgono sulla realtà e che io sia solo un povero visionario.
Ne approfitto per lanciare il mio massaggio di consigli per gli acquisti
NON ACQUISTATE PRODOTTI TEDESKI DI QUALSIASI NATURA!!
COMPRATE ITALIANO!!
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MARCELLO CAMICI MARCELLO CAMICI pubblicato il 3 Giugno 2020 alle 08:08:
LA COLTURA VITIVINICOLA ALL’ELBA : “INDUSTRIA VINIFERA” “ILVA VINI FERAX “


(“Elba di vino ferace”). Così,Plinio,scrittore e storico dell’antica Roma(primo secolo d.C.), definisce l’Elba. Questa citazione ricorda che l’isola era nota sin dai tempi più antichi per la produzione del vino e la coltivazione della vite. Di questa antica e tradizionale attività isolana, sono testimonianza le anfore vinarie recuperate sui fondali intorno all’Elba insieme coi resti di antiche navi le quali trasportavano il vino con molta probabilità fino nelle mense imperiali di Roma. Aulo Gasparri, fu titolare di una casa vinicola produttrice di spumanti e vini tipici elbani (“Spumelba”,nei pressi di Portoferraio), nel suo libro“Lo Zibaldino.Noterelle elbane e facete Editrice Stefanoni.Lecco.1981” così parla della tradizionale vitivinicoltura isolana”L’Elba può vantare da tempo immemorabile una notevole tradizione enologica e ancora oggi la viticoltura riveste una fonte di ricchezza e di prosperità nella sua economia. Forse la vite nacque spontanea o forse furono le genti semitiche a trasportarla nell’isola in una delle loro trasmigrazioni verso l’occidente e vi prosperò avendovi trovato terreno ferace e clima adatto.Senza addentrarsi troppo nella leggenda si può affermare che la viticoltura elbana è tanto antica quanto possono essere le più remote memorie che dell’isola fanno cenno…” Rispetto a quei tempi remoti ricordati da Aulo, in epoca molto più recente (1879) l’ing. Giulio Pullè parla in modo dettagliato e con dati tecnici di produzione di vino e di coltivazione della vite all’Elba nella sua opera “Monografia agraria del circondario dell’isola d’Elba.Con cenno storico” Tipografia Elbana.Stab.to Lit.o e Fot. R. Marocchini, Livorno.Portoferraio 1879” Così il Pullè:”La coltura dei vigneti è quella che fra tutte le industrie agrarie del circondario ha l’importanza massima,essendovi impegnati quasi cinquemila ettari di terreno,vale a dire un quarto della superficie totale dell’Elba, e rendendo da sola molto più che non tutte le altre unite insieme..” L’autore elenca la qualità dei vitigni più diffusi: biancone,procanico,sangioveto,aleatico,ansonica, moscatello,paradisa,malvagia,caranella,colombana,riminese,luglierina. “…sono state introdotte anche viti di Francia della Borgogna e del Bordolese, e siccome hanno trovato nell’isola un habitat favorevole e fruttugiano abbondantemente sia in piano che in collina,stanno prendendo un discreto sviluppo…. La coltivazione delle viti è assai avanzata ed ha il non piccolo pregio della uniformità…” Il Pullè poi si sofferma sui modi di coltivazione e sui momenti più importanti. “…le piantagioni sono fatte a filoni,colla distanza di un metro da pianta a pianta o da filone a filone,dopo che il terreno è stato coltato,ossia smosso e rovesciato per un metro e più di profondità. Non si adoperano mai le barbatelle, ma sempre maglioli,che si scelgono dalle viti migliori e più feconde…I maglioli si infliggono nel terreno coltato e spianato a mezzo di un ferro detto verrina il quale è bipartito all’ estremità inferiore,lungo un metro e del diametro di 18 millimetri. Dopo piantati, i magliuoli si recidono con le forbici sopra il secondo o terzo occhio…” Questo è il metodo di coltivare le viti: “In dicembre si scapecchiano,cioè si recidono con ben affilato trincetto o pennato,i tralci aldisopra del sesto o del settimo occhio,sciogliendo le viti dai pali (se sono palate) per lasciarle libere alla potatura. In gennaio si fa la potatura colle forbici (da pochi col pennato) e quindi,se le viti non sono tenute basse od a ceppaia,si palano a capannelli…Agli ultimi di febbraio si zappano a gabbione alla profondità di 40 centimetri con zappa o bidente,acciglienando la terra in mezzo al filone,onde le viti rimangono scalzate. Nell’aprile si fa la ritoccatura,cioè si tornano a zappare in modo che le viti siano rincalzate e resti una fossetta,appunto dove si trovava il ciglione. Nel maggio si fa la spollonatura,cioè si tolgono alle viti i getti inutili e si raccomadano i buoni ai pali,legandoli non molto strettamente con giunchi,perché i venti non li danneggino. Nei primi di giugno si recidono le sommità dei tralci aldisopra dei pali con falce o trincetto.Nel luglio si fa la seconda ritoccatura o meglio rigovernatura,smovendo e spianando superficialmente la terra e mirando in special modo a liberare le vigne dalle erbe.In generale si sogliono fare tre solforazioni: la prima quando la vite è in gemma,la seconda dopo la spuntata,la terza agli ultimi di giugno. L’ultima operazione che si fa ai vigneti è quella di spogliare,dieci o quindici giorni prima della vendemmia,la vite dai pampani,onde l’uva resti ben soleggiata e si maturi egualmente….” Il Pullè continua e dice che il vino “è la grande risorsa dell’isola d’Elba: se per un accidente quella venisse a mancare,questa piomberebbe d’un tratto nella miseria,intesa nel più stretto senso della parola. Credo di essere nel vero asserendo che il benessere morale e materiale e l’aumento della popolazione elbana hanno camminato di pari passo collo sviluppo della sua industria vinifera” Il periodo più florido per viticoltura elbana è stato quello intorno agli anni 1880-1888 in cui si raggiunsero i 5000 ettari coltivati a vigneto ed una produzione di circa 150000 ettolitri di vino. In effetti in quell’epoca,le cronache storiche dimostrano che la popolazione diminuì fortemente negli anni in cui la crittogama decimò i vigneti. La miseria aumentò come pure l’emigrazione. La fillossera costituì il più grande flagello della viticoltura elbana: si manifestò verso il 1890 raggiungendo il massimo nel 1893. Trovato il modo di salvare la vite, il popolo elbano tornò ad impiantare viti : il contadino faceva denari (anche perché il prezzo del vino era notevolmente salito), comprava piccoli appezzamenti e piantava nuove vigne. La produzione rimontò tanto da superare la situazione che c’era prima della crittogama e la popolazione tornò a crescere. Ancora il Pullè sulla tecnica della vinificazione: “…il metodo di fare il vino quale è tenuto dagli elbani, è più imperfetto che semplice.Eccone il processo: si vendemmiano le uve a settembre,raccogliendo le bianche prima e le nere poi.Si sgrappano un poco e quindi si ammostano coi piedi da tre gabbie di legno poste aldisopra dei palmenti, in cui passano ammostate. I palmenti sono pile in muratura, a base quadrata o rettangolare,alte da un metro e mezzo circa e di larghezza variabile da un metro e mezzo a due,totalmente aperte aldisopra e con un sifone aldisotto. Ognuno in cantina ha uno o due palmenti,secondo l’estensione del vigneto. In questi recipienti,che si procura di empire in un sol giorno,avviene la fermentazione,la quale non si protrae comunemente al di là di sei giorni, di rado la si lascia raggiungere gli otto.Durante la fermentazione si tengono coperti i palmenti con tavole di legno o con coperte bagnate,per togliere al contatto dell’aria i grappi portati alla superfice dal mosto in ebollizione. Scorso il tempo destinato alla fermentazione,si fa sortire il vino per l’apertura inferiore dove è collocato il sifone e si riceve in recipienti di terra, legno o rame si porta in botti ben preparate e diligentemente insolforate. In queste il vino prosegue per più giorni la sua fermentazione,avendo i gas libera uscita dal cocchiume,non tappato che con una foglia di fico. Le botti si ricolmano spessissimo fino a mezzo novembre, alla quale epoca si chiudono ermeticamente. In generale il vino si vende subito fatto o durante l’inverno: se però le vendite si protraggono ,allora si fanno due travasi,uno nel gennaio e l’altro al marzo.In settembre si travasano nuovamente i vini che si vogliono invecchiare.Ciò si fa eccezionalmente per i soli vini di lusso….Non tutte le uve dell’isola vengono convertite in vino sul luogo,una grandissima partita viene venduta ai mercati del genovesato che la trattano alla loro maniera….” La gran parte dei vigneti era divisa tra un numero infinito di piccoli proprietari essendo pochi i forti e grandi produttori: tra questi, il Pullè ricorda i signori Traditi,Damiani,Mibelli,Tonietti,Vadi,Perez ecc. Nelle case dei piccoli proprietari era la cantina la parte più bella e più curata con a disposizione attrezzi per la vinificazione e la conservazione del vino. Nella cantina sono posti i palmenti e le botti.Le botti sono tutte in scelto legno di castagno: contengono in genere da 20 a 50 ettolitri ma molte hanno capacità maggiori fino a 100 ettolitri.Il vino non viene mai posto nelle botti se prima non sono state diligentemente insolforate.(Pullè idem come sopra) Alberto Mori (“Studi geografici sull’isola d’Elba” Pisa .1960) descrive la viticoltura elbana sul finire degli anni cinquanta del secolo passato”…attualmente la viticoltura elbana è specializzata ed investe una superfice di oltre 3000 ettari che rappresentano il 14% del territorio totale…la quantità globale di uva prodotta si aggira sui 200 mila quintali annui(circa 70 quintali per ettaro) costituitita per oltre tre quarti da uve bianche(procanico e biancone) ed il resto da uve nere (essenzialmente sangiovese) e, in modesta proporzione ,da uve da tavola, da aleatico e moscato”. Con la vendemmia del 1956 e i contribuiti per la cassa per il mezzogiorno venne fondato l’Enopolio dalla federazione dei consorzi agrari in località S.Giovanni (Portoferraio),chiamato “Cantina Sociale” perché creato allo scòpo di far sì che la produzione del vino non venga fatta oggetto di speculazione al momento della vendita(Mori idem come sopra) Nel 1982 la superfice agraria utilizzata coltivata a vite era in tutta l’isola pari a 565 ettari (1/4 della superfice agraria utilizzata complessivamente all’Elba ) con i comuni di Campo Elba,Capoliveri,Marciana,Portoferraio che superavano ciascuno i 100 ettari con una produzione totale di elba bianco di 4140 ettolitri ed elba rosso di 1714 ettolitri ( da “Il vino dell’Elba” Renzo Pratesi. Camera di commercio industria artigianato e agricoltura.Livorno). E’ evidente la forte contrazione della viticoltura avvenuta dalla fine degli anni cinquanta quando l’estensione della superficie agraria utilizzata a vite era pari a 3000 ettari.(Mori) Ma il crollo è ancora più evidente se il paragone viene fatto col periodo più florido per la viticoltura isolana (1880-88) quando la superficie agraria utilizzata a vigna era pari a 5000 ettari (Pullè) Recentemente il centro studi e servizi della camera di commercio maremma e tirreno ha pubblicato i risultati della vendemmia 2018 https://www.lg.camcom.it/moduli/output_immagine.php?id=4456 A pagina 6 della relazione,la tabella 7 evidenzia che nel 2018 all’Elba la superficie utilizzata a vite per la produzione di vino di origine controllata (DOC) era pari ad ettari 74,25 mentre quella per la produzione di vino di origine controllata garantita (DOCG) era pari ad ettari 13,30. Se i numeri hanno un significato è molto comprensibile l’appello lanciato nel maggio u.s. dal consorzio vini Elba per sostenere la continuità della produzione vitivinicola dell’isola http://www.elbareport.it/politica-istituzioni/item/41853-lappello-del-consorzio-vini-elba-per-sostenere-lacontinuit%C3%A0-della-produzione-vitivinicola-dellisola Se guardiamo al passato la viticoltura era una vera e propria industria: “industria vinifera” tale la chiamò il Pullè.Il passato indica anche che oggi,con le moderne tecniche,tale industria solo se recuperata, potrebbe creare posti di lavoro per tutto l’anno ed essere risorsa economica aggiunta a quella derivante dal turismo ambientale e balneare.
Marcello Camici
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COVID 19 COVID 19 pubblicato il 3 Giugno 2020 alle 07:45:
Per Elbano.. Quanti medici ho sentito dire che era un influenza e dopo abbiamo visto, quanti morti in poco tempo... usiamo i DPI e tuteliamo le persone più fragili e un virus subdolo o tra un mese saremo di nuovo punto e a capo.. E non c'è lo possiamo permettere.
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'O PESCE FETE D' 'A CAPA 'O PESCE FETE D' 'A CAPA da Portoferraio pubblicato il 3 Giugno 2020 alle 07:37:
Che bella idea per evitare assembramenti concentrare la consegna dei kit per i sacchi rifiuti in pochi giorni invece di permettere alle persone di ritirarli quando vogliono o ne abbiano bisogno.
ci pensano la notte a queste genialate
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andrea andrea da Traghetti pubblicato il 3 Giugno 2020 alle 07:04:
Rasenta il furto il biglietto moby visto sul blog.....solo passeggeri ......quella cifra per venire a passare un pomeriggio all'elba è assurdo chi può si interessi....anche la tassa di sbarco veramente alta....ma questo è stato voluto dai comuni.Almeno per quella fate qualcosa!!!
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Gualberto Gennai Gualberto Gennai da Melbourne, Australia pubblicato il 2 Giugno 2020 alle 22:03:
Gent.mo Direttore,forse non ci conosciamo, sono Gualberto Gennai di Capoliveri, Presidente dell'Associazione Elbani nel Mondo di Melbourne, ma la pregherei di voler pubblicare
questa mia lettera che vuole riguardare coloro che intendono riproporre ancora il Comune Unico all'Elba.

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Dall'Opera l`Arlesiana di F. Cilea un famoso canto cosi recitava : E`la solita storia del pastore che il povero ragazzo.....!!!
Forse nella mia Elba ,un verdetto già`perduto brucia ancora per le perdute votazioni del Comune Unico. Quei pochi “non Elbani puro sangue” dopo la grande sconfitta contribuirono alla Vittoria del NO.
In questo mio breve scritto vorrei ancora ripetere a coloro che ignorano l`integrita` del nostro Popolo Elbano, composto dagli otto (adesso sette) Comuni, che la nostra Storia risale da secoli, e per noi Elbani residenti all`estero non abbiamo
intenzione che sia cancellata la nostra integrità millenaria, come non vuole la maggioranza degli Elbani residenti nella nostra Elba.
Sto parlando di Elbani e non fattucchieri I quali vogliono definirsi I salvatori della Patria. Vogliamo ringraziare voi Elbani sempre disposti a votare NO nel dimostrare il vero attaccamento alle proprie origini, alle radici che ancora
germogliano in ognuno di noi , nei nostri Paesi, nelle nostre strade dove ci
hanno visto nascere ,crescere, giuocare e studiare , diventare adulti e anche emigrare fino a quando estranei Elbani intendevano cancellare il nostro passatocon la nostra Storia.
Noi dall'estero seguiremo l`evolversi della situazione, del risultato.
Ricordiamoci che non dovremo camminare sulle macerie come non lo facemmo durante il periodo della seconda Guerra mondiale.
Dalla Regione Toscana non abbiamo bisogno di consigli a piacimento, lo dimostra il fatto che la nostra Associazione Elbani nel Mondo –AEM- residente all'estero è stata continuamente boicottata e mai ufficialmente voluta
riconoscere, definendoci quasi come dei figli illegittimi della stessa Regione.
Tutto ciò ebbe inizio dal Presidente Martini, poi Rossi e lo stesso Renzi il quale non prese impegno seguendo I suoi alleati Governatori.
Amici Elbani, siamo migliaia sparsi nel mondo con uomini che hanno degnamente rappresentato e onorato la nostra Elba con I loro Paesi. La Politica, L`Ingegneria, la Cultura , l`Arte e Cinematografia, la Musica. Non dimenticateci perchè il nostro cuore è sempre parte della nostra Elba. Vogliamo dirvi
arrivederci e non Addio. L` Elba è la nostra Patria con I suoi meravigliosi Comuni.
. Vi abbraccio tutti. Vostro Gualberto Gennai da Melbourne
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