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Gianni Danesi Gianni Danesi da Gianni Danesi pubblicato il 10 Settembre 2008 alle 13:28:
IL MIO BABBO E· DI SAN PIERO
Il mio babbo è di SanPiero, la mia mamma è nata all’Alzi, io a Portoferraio. Dal 1973, quando sono nato, vivo a Marina di Campo, non proprio in paese ma abbastanza vicino. In estate quando ero piccolo, specialmente nel periodo estivo, quando i miei lavoravano, stavo molto volentieri alla Giunca, dai miei zii.
Forse, Mario non era troppo contento, perché essendo più grande, avere sempre un bimbo intorno era un po’ noioso, ma io gli rompevo l’anima volentieri, perché mi divertivo a vedere quello che combinava insieme a Martino e al Carletti . Quando riuscivano a sganciarmi, che rimanevo solo in Paese, cercavo il mio zio Ilario che mi dava cinquecento lire e mi comprava il gelato, o il mio zio Antonietto che me ne dava altre cinquecento e mi comprava la gazzetta dello sport da Francesca e la schiaccia con lo zucchero. Poi c’erano i bimbi con cui giocavo, Cesare, Gabriele, Riccardo,Gianni, Silvio, Dario, Alessandrino,Tommaso, Federico; facevamo giochi buffi dicevo io, perché avendo due sorelle ero abituato diversamente. Quando andava bene tiravamo quattro calci al pallone in piazza di Chiesa, a San Nicolò, a Facciatoia o nella piazzettina di Brunello, altrimenti quello che ricordo meglio erano i caretti o i casotti.
Alessandrino aveva costruito un casottino a due piani, c’era anche la luce, proprio davanti casa sua. Lui aveva un caretto a motore, il motore era di una 127. Guidava il camion come uno grande e qualche volta sono andato con lui sulle piane; doveva guidare in piedi perchè seduto non arrivava ai pedali. Con lui ci giocavo volentieri.
Potrei continuare, ma questo è già sufficiente a dare ragione, per lo meno per ciò che mi riguarda, al signore che si firma “ex giocatore”. E’ vero, il mio babbo quando va a fare la partita a carte con i suoi amici si sente a casa, è vero il mio sangue è Sanpierese, ed è altrettanto vero che mi sento legato a questo Paese. E allora? Per questo motivo non dovrei far parte della Bonalaccia. Sarebbe più giusto che io facessi parte del SanPiero? E’ giusto che tutti i sanpieresi facciano ritorno alla società del loro paese ?
L’idea mi piace. Vediamo di concretizzare subito.
Partiamo dalla squadra. Lascio la Bonalaccia e chiedo di poter far parte della squadra del Sanpiero (sono già socio e ho partecipato alle ultime elezioni del consiglio direttivo). Magari qualche partita riesco ancora a farla!
Mi guardo intorno e cerco di trovare qualche altro di Sanpiero . Sotto casa mia ci sta Federico, proverò a convincerlo. Dalla Lisciva ho trovato Marchino di Gino che cercava una maglietta della Juve originale anni ’80, proverò a convincerlo. Ho chiesto a Gabriele di Leo di portarmi dei documenti, proverò a convincerlo. Al Campo Sportivo, ieri sera ho visto Cristian, proverò a convincerlo, magari torna anche Agostino. Parlerò con Cesare, proverò a convincerlo, magari viene anche Gabriele. Per ultimo faccio un salto dal mi cugino Mario, se trovo Davide proverò a convincerlo. Se è giusto che i sanpieresi giochino a San Piero, allora i pomontinchi e i chiessesi possono andare a giocare nell’Intercomunale Costa Ovest?
Una domanda: Alessandro che sta al Ciampone, e la Parrocchia è quella di Sanpiero, ma il Comune è quello di Campo, dove deve andare? A San Piero con noi ( Federico, Marchino,Gabriele, Cristian, Agostino,Cesare,Gabriele e Davide) ,alla Campese, o può continuare a giocare nella Bonalaccia per non fare un torto a nessuno?
Passiamo ai dirigenti. Quelli del Sanpiero sono al posto giusto. Quelli della Bonalaccia non sono originari della Bonalaccia, qualcuno è di filetto (ci può stare?), qualche altro di Paglicce (ci può stare?),quelli pugginchi, sanpieresi e il Nardini da Pescia tutti a casa.
E quelli della Campese? Chi sono? Sono campesi ? Il Presidente è campese? Negli ultimi anni i Presidenti sono stati nell’ordine: Sig.Antonio Rocco Coduti (nato a Campo nel 1956 da babbo e mamma campesi,mi sembra ma non ci metterei la mano sul fuoco), Sig. Luca Montauti (ho avuto modo di conoscerlo e di lavorare insieme, bravissima persona ma come me che mi sento sanpierese, più che campese credo si senta santilariese e abita a Vallebuia), Sig. Giuseppe Lenzo , Sig. Mimmo Specchio. Quelli precedenti mi sfuggono.
E’mai possibile che non ci sia un campese doc che si prenda la responsabilità di rappresentare questa società?Il sig. ex giocatore se lo è si faccia avanti e presenti la sua candidatura.
Altrimenti quest’anno il Presidente della Campese sembra che sarà un capoliverese.
Al di là delle chiacchiere, chiunque abbia partecipato alla gestione di una società sportiva, sa quanto tempo e quanti sacrifici si devono fare e solo se si ha una grande passione si riesce a farlo. Credo che i campesi dovrebbero ringraziarli tutti, i loro vecchi Presidenti, Rocco, Luca , Giuseppe, e Mimmo per quello che hanno fatto, per i loro sacrifici e per le responsabilità che si sono assunti.
In cinque anni di Bonalaccia, abbiamo fatto giocare tanti ragazzi, e con loro abbiamo perso, vinto ma ci siamo comunque divertiti . L’anno scorso non avevamo una squadra competitiva e siamo arrivati ultimi, l’anno precedente abbiamo vinto il campionato, il primo anno siamo arrivati ultimi in terza categoria senza mai vincere. Questo è lo sport e questi i nostri risultati.
Quest’anno la Bonalaccia cercherà di organizzare qualche squadra del settore giovanile e come qualcuno ha letto nell’invito alla presentazione della squadra il nostro motto è e rimane “insieme per crescere e diventare grandi”. Alla luce dell’idea maturata e del mio nuovo impegno , chiederò ai dirigenti del Sanpiero di collaborare per organizzare insieme a quelli della Bonalaccia le squadre delle giovanili.
Ne parlerò a Roberto Berti (anche lui sanpierese), cercherò di convincerlo.
Ringrazio il sig. ex giocatore per avermi chiamato in causa e per avermi ricordato che il mio babbo è di SanPiero. E se non lo sapesse gli comunico che il mio suocero è della Marina.
Gianni Danesi
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