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ERADICAZIONE ERADICAZIONE pubblicato il 5 Agosto 2022 alle 09:10:
I MUFLONI E LORO ERADICAZIONE DA PARTE DEL PARCO NAZIONALE DELL’ARCIPELAGO TOSCANO

Dopo l’eradicazione del ratto dall’isola di Montecristo tramite veleno lanciato dal cielo e la condanna da parte del tribunale di Livorno ora il parco, che dovrebbe difendere flora e fauna,continua con la sua opera di salvaguardia delle specie endemiche così definisce le sue campagne di eradicazione. Non si accorge di mettere le mani in questioni complicate che Darwin ha ben individuato nella sua teoria della evoluzione della specie.E così ora il nostro difensore delle specie endemiche sta provocando in un altro grave disastro ambientale con l eradicazione dei mufloni all’isola del Giglio.Su questi mufloni un recente studio scientifico genetico dimostra che i mufloni del Giglio sono una sorta di involontaria capsula del tempo, che ha permesso di salvaguardare una unicità del genoma del muflone sardo. E’ stato l’inserimento di questi ungulati tirrenici nell’Isola del Giglio a partire dagli anni ‘50. Ora, a distanza di 70 anni, queste caratteristiche genetiche si sono perse nella isola madre, conservandosi invece nella piccola isola dell’arcipelago toscano.
Dove sono di nuovo a rischio, perché l’ente del Parco dell’Arcipelago toscano ha deciso la loro eradicazione, considerandoli una specie aliena. Ovvero non autoctona ma importata.
Succede però che uno studio condotto da un gruppo di genetisti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, della Commissione per la sopravvivenza delle specie dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (Iucn Ssc), dell’Università di Sassari e dell’Università di Siena, in collaborazione con il Cabinet Vétérinaire Les Deux Iles Santa Maria Siché, suggerisce che i mufloni del Giglio rappresentino una preziosa popolazione relitta ormai estinta altrove. E quindi da difendere e preservare perché, spiega il genetista Mario Barbato della Cattolica, “l’unicità dei mufloni del Giglio rappresenta un’importantissima risorsa genetica, oramai persa altrove, e meriterebbe un’alta priorità di conservazione”.
Lo studio è stato pubblicato dalla a rivista scientifica “Diversity”.

Perché il parco tace ? Dove è Sammuri ?
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