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IL BUON ESEMPIO IL BUON ESEMPIO pubblicato il 24 Gennaio 2022 alle 18:05:
QUANDO ANCHE L’OCCHIO VUOLE LA SUA PARTE


Finalmente un intervento intelligente e non impattante come la ristrutturazione di una facciata di un palazzo in piena zona turistica.
Questo è quello che in queste ore avviene al Palazzo Vanoni lato banchina alto fondale dove I sette piani di ponteggiatura realizzata per i lavori di rifacimento facciata vengono sapientemente accultati da un accattivante e immenso telo pubblicitario .
Si tratta di una modalità molto utilizzata specialmente nelle ristrutturazioni o nelle opere di restauro delle facciate di edifici storici e di rilevanza artistica per le quali i teli sono in sostanza una rappresentazione o una fotografia del monumento stesso che viene coperto. Nel nostro caso è stato scelto di ricoprire il ponteggio attraverso un telo pubblicitario immaginiamo sponsorizzato.
Opzione che molte volte negli anni avevamo suggerito alle amministrazioni comunali che si sono avvicendate alla Biscotteria affinche lo storico palazzo Coppedè venisse in cotal maniera rivestito non offendendo l’ambiente e la vista di chi sbarca sulle affollate banchine della Moby-Toremar , non certo un buon biglietto da visita,ma come sempre, chi dà buoni consigli disinteressati non viene mai ascoltato inoltre non chiedevamo di mettersi le mani in tasca ma avevamo suggerito di farlo sponsorizzare dalle società di promozione turistica, agenzie , Pnat e quant’altro , pensate per un momento per esempio a quella montagna vergognosa di sudicio e pericolo incombente nascosta attraverso uno “pseudo murales” che ritragga il vero e storico palazzo Coppedè come era una volta.
Smettiamo di sognare che davvero esista una classe politica attenta all’immagine della città e speriamo che almeno il lavoro di questa ditta che opera al palazzo Vanoni serva da esempio e che i nostri indomiti “risorgenti” diano il via ad un percorso di ricerca sponsor per mettere almeno un paio di mutande nuove alle decine di palazzi abbandonati…
Anche se credo che dovremo far fede ad un vecchio adagio fiorentino che recitava o grullo “oicchetuvoi suggerire un lo sai che pe bischeri un c’è paradiso
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