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isolanoinnamorato isolanoinnamorato da li pubblicato il 2 Dicembre 2021 alle 09:48:
Il messaggio su "parco e i suoi reati ambientali" ed il rimando a specifico link aiutano a capire meglio la vicenda dell'eradicazione del ratto da Montecristo e dei Mufloni e del fico degli ottentotti dal Giglio.
Ammesso che questi interventi abbiano ratio ecologca al fine di difendere la biodiversità, dalla lettura traspaiono alcune cose che lasciano perplessi e sono fonte conseguentemente di polemiche.
1. chi ha fatto gli interventi a Montecristo ha patteggiato una sanzione che ha estinto il reato penale; ovvero se le parole hanno un senso hanno ammesso di aver compiuto un reato e quindi automaticamente hanno ammesso, quantomeno, di aver condotto l'intervento con imperizia. ma quello che più offende è che questo non conti e si rivendichi solo e soltanto il grande successo del progetto
2. se c'è qualcuno che dubita del grande successo l'Ente parco credo abbia dovere di dare spiegazioni e dimostrazioni, a partire da una cosa che leggendo non appare chiara: ISPRA ha svolto un funzione di controllore o è stata attore al pari dell'Ente parco e collaboratori?
3. il video che accompagna la promozione del progetto resto con life che è allegato di un articolo del giornale on line greenreport (likabile dal link) è poi una agghiacciante dimostrazione del pensiero dic erto ambientalismo: incutere terrore per affermare implicitamente che solo le loro soluzioni sono idonee
4. c'è quantomeno un errore comunicativo dell'ente parco, se non una vera e propria manovra di distrazione di massa. si comunicana ciò che fa comodo e si parla dei cosiddetti successi, non c'è quasi mai una corretta comunicazione anche semplificata intelelgibile da tutti su cosa si fa e consa non si fa.
5. infine si ha la sensazione, magari sbagliata, che il mondo degli enti parco e delle associazioni ambientaliste, come di società operanti nel campo, sia una rete di autosostegno reciproco anche per avere la certezza che le risorse pubbliche, ingenti, che vengono investite nell'albiente, non vadano disperse chissà dove.
Insomma non sarebbe sbagliato che l'ente parco facesse chiarezza e non con i soliti comunicati "gaudiosi", ma mettendo in tavola tutti i documenti ed anche tutte le contestazioni ricevute, poi magari ha ragione l'ente la vista fuori ha il diritto di comprenderlo e verificarlo!
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