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isolanoinnamorato isolanoinnamorato da li pubblicato il 22 Giugno 2021 alle 15:12:
I l Consiglio Comunale di Portoferraio ha approvato l’avvio del procedimento di redazione del Piano Strutturale e del Piano Operativo. Speriamo sia la volta buona dopo che nel 2014 il PS fu adottato ma non approvato dalla maggioranza che sosteneva la Giunta Ferrari, dopo che nel 2018, variato il quadro legislativo ed approvato il PIT, un nuovo di avvio fu approvato ma non ebbe seguito la redazione del piano.
Oggi abbiamo un nuovo inizio. Purtroppo, va detto, questo documento non dice alcunché sul futuro. Nel documento dominano gli aspetti normativi e procedurali, gli aspetti tecnici, non c’è una idea di futuro di Portoferraio e della sua comunità. Anzi, ci sono evidenti contraddizioni. Infatti come si può pensare al turismo quale primario motore economico dell’isola, come si può affermare che si intende conseguire la qualificazione e la valorizzazione dell’offerta turistica, se niente si dice di come si interverrà sulle strutture turistico-ricettive tenuto conto delle opportunità del PNRR, il piano nazionale di ripresa resilienza, della sua previsione di stanziare risorse a fondo perduto e finanziamenti agevolati per la riqualificazione di queste strutture? Se niente si dice circa la tempistica del PS e del PO che non sembra coerente con quella del PNRR? Cioè, lo vogliamo dire di cosa abbisognano queste strutture turistico – ricettive e creare le condizioni (una corsia preferenziale? Accordi di programma?) per realizzare gli interventi, superando anche le assurde limitazioni del PIT per gli alberghi entro 300 metri dalla linea di costa che di fatto mettono e metteranno fuori mercato queste strutture? Tutto ciò, ovviamente, per non parlare di servizi come attrezzature sportive, parchi tematici etc? O si pensa che sia sufficiente rincorrere le farfalle per destagionalizzare?
Al contempo non si dice niente in materia di casa. Si parla di centro storico e della sua qualificazione, ma quale qualificazione se non si dice per esempio se si vogliono mantenere i mini appartamenti al piano terra o se si vuole ricostituire una rete di residenze adeguate ai bisogni di spazio che come noto si sono dimostrati ampi con l’esperienza della pandemia? Si fanno nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica o si faranno come dice La Nera prime case dove uno ha un pezzo di terra?
Insomma è possibile che in pratica non si dica quasi niente del porto turistico e del porto cantieri? Si fa o non si fa? E possibile che niente si dica circa la permanenza dell’Esa al Carburo o di ASA agli orti?
Come faranno i cittadini a partecipare se si parla solo e soltanto di aspetti tecnici tanto che questi occupano quasi il 90% del documento?
Non sappiamo a chi sia da ascrivere la vacuità mostrata, certo è che nei precedenti avvii del procedimento c’erano molti spunti che qui sembrano del tutti assenti. Voglia di differenziarsi? Ma perché se nel 2014 la proposta di piano fu adottata unanimemente dal consiglio comunale e l’avvio del 2018 ricalcava quella proposta di piano?
Il sindaco, in consiglio, ha affermato che questo è l’atto più importante che produce il consiglio comunale e che ci vorranno almeno tre anni per arrivare a conclusione. E allora come si intercetta la ripresa, come si intercettano i bisogni, le volontà di investimento? Mistero gaudioso!
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