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Ivano Ivano pubblicato il 14 Gennaio 2021 alle 09:57:
Perché NO alla cittadinanza onoraria al Milite Ignoto

Quale è il simbolo del “milite ignoto”, come fu stato istituito nel 1921 dopo la Prima Guerra Mondiale, cosa rappresenta.
E’ festeggiato il 4 Novembre, la festa delle Forze armate … e questo già la dice lunga.
Ma cosa fu la prima guerra mondiale?
Germania ed Austria, perché l’Italia non entrasse in guerra ai primi di Maggio del 1915 offrirono generosissime concessioni territoriali al governo italiano quali: la cessione del Trentino e di tutta la riva occidentale dell’Isonzo, la sovranità su Valona e sull’isola di Saseno, l’autonomia del porto e della città di Trieste, nell’ambito della duplice monarchia (Italiana e austriaca) e la possibilità di un accordo su Gorizia e le isole dalmate.
A industriali e guerrafondai Italiani non bastava. Volevano l’impero!
Questo fu il patto segreto di Londra del 26 aprile 1915, reso pubblico alla fine del 1917 dalla Russia di Lenin.
Il patto, composto da 16 articoli, prevedeva che l'Italia entrasse in guerra al fianco dell'Intesa entro un mese. In cambio, in caso di vittoria, avrebbe ottenuto il Trentino, il Tirolo meridionale (l'odierno Alto Adige), la Venezia Giulia, con gli altopiani carsico-isontini e con l'intera penisola Istriana fino al Quarnaro compresa Volosca (con l'esclusione di Fiume), cioè l'intera linea alpina dal Brennero al Monte Nevoso con le isole di Cherso, Lussino e altre minori; un terzo della Dalmazia con Zara e Sebenico con le isole a nord e a ovest del litorale, insieme alle neutralizzazione del resto della Dalmazia da capo San Niccolò alla penisola di Sabbioncello e da Ragusa a Durazzo in modo da garantire l'egemonia italiana sull'Adriatico; ancora, Valona e Saseno in Albania e il bacino carbonifero di Adalia in Turchia, oltre alla conferma della sovranità su Libia e Dodecaneso.
In caso di spartizione delle colonie tedesche in Africa, l'Italia avrebbe avuto compensi territoriali in Libia, Eritrea e Somalia.
Una guerra imperialista quindi!
I costi in termini di vite umane erano stati drammatici: oltre 650.000 morti e 984.000 feriti, senza contare le centinaia di migliaia di civili colpiti dall'influenza detta “spagnola”.
Non c'era lavoro e le terre promesse ai soldati (allo scopo di risollevarne il morale) non erano state distribuite.
In compenso gli industriali e le loro aziende si avvantaggiarono enormemente dalla guerra di cui erano stati forti fautori. Fu il prologo del fascismo, nato dalle lotte fra poveri superstiti affamati, contadini per la terra, ex militari e sbandati disoccupati, preda di latifondisti e borghesia dall’altra.
Il Milite Ignoto
“… Mentre una commissione lavorava alla ricerca dei corpi, un’altra era impegnata nella scelta della madre che avrebbe designato la salma da tumulare al Vittoriano. Vennero prese in considerazione: una mamma livornese che si recò a piedi da Livorno a Udine per cercare il figlio disperso, una mamma di Lavarone (TN) che, dopo aver saputo dove era stato tumulato il figlio, scavò la terra a mani nude finché non trovò le sue ossa e una madre che ebbe il coraggio di assistere a centocinquanta esumazioni pur di trovare i resti del figlio morto …” Quale fu scelta? Nessuna delle tre.
Alla fine la scelta ricadde su Maria Bergamas di Gradisca d’Isonzo (GO), madre di un irredento disperso: il figlio Antonio, infatti, disertò l’esercito austro-ungarico per arruolarsi nel Regio Esercito italiano. Morì il 16 giugno 1916 e a seguito di un forte bombardamento, le sue spoglie divennero irriconoscibili.
Un volontario quindi. Non uno di quei poveri contadini obbligati con tutti i mezzi anche mediante la decimazione con fucilazione alla schiena quale esempio a chi si rifiutava di combattere, per spingerli a combattere e morire per gli interessi di una guerra inutile, militarista, imperialista.
La bara prescelta fu collocata sull'affusto di un cannone e, accompagnata da reduci decorati al valore e più volte feriti, fu deposta in un carro ferroviario appositamente disegnato …
Il 4 novembre 1921 il Milite Ignoto veniva tumulato nel sacello posto sull'Altare della Patria.
Al Milite Ignoto fu concessa la medaglia d'oro con questa motivazione:
"Degno figlio di una stirpe prode e di una millenaria civiltà, resistette inflessibile nelle trincee più contese, prodigò il suo coraggio nelle più cruente battaglie e cadde combattendo senz'altro premio sperare che la vittoria e la grandezza della patria."
E’ una retorica militarista, esaltazione della razza guerriera, che non mi appartiene che non condivido.
Esaltazione della grandezza della Patria, che si cercò di ottenere anche allora sottomettendone e sfruttandone altre, e come di li a poco gli squadristi fascisti con Mussolini, ci avrebbero portato sciaguratamente ulteriormente a fare.
Aggiungo che gli irredentisti, quali il figlio di Maria Bergamas, la madre a cui non a caso venne affidato il compito di scegliere il Milite Ignoto, furono anche gli Arditi fascisti (a proprio emblema un teschio con pugnale fra i denti) con G. D’Annunzio e non solo.
Per queste sintetiche, storiche motivazioni si respinge l’invito del Gruppo medaglie d’oro al valor militare d’Italia e ANCI a dare la cittadinanza onoraria del Comune di Vialfrè al “Milite Ignoto”.
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