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Maria Grazia Mazzei Scritto daMartina Di Pirro Maria Grazia Mazzei Scritto daMartina Di Pirro da marciana marina pubblicato il 16 Settembre 2020 alle 13:09:
Prima cosa: andare a votare.
Perché è un dovere e un diritto che abbiamo conquistato a fatica. Se potessi votare in Toscana, non avrei dubbi a dare il mio voto alla lista di Tommaso Fattori e, nello specifico, a Maria Grazia Mazzei. E pochi dei motivi per cui lo farei sono personali. Non c’entra l’affetto che mi lega ad una donna che è in
grado di far appassionare alla politica anche i più increduli. C’entra altro. Il mio voto riguarderebbe la sua capacità di abitare questo mondo in maniera delicata, nel pieno rispetto del diritto dell’essere umano e dei diritti della Natura, intesa come attenzione alle tematiche ambientali e territoriali. E poi: le sue lotte, quel coraggio che ha avuto a stare in prima linea anche quando altri si nascondevano nelle retrovie e cambiavano colore politico andando dove la camicia era più pulita, e quella sua ostinata volontà di restare e combattere, conpassione e determinazione. Il mio voto riguarderebbe il suo talento nel parlare ai giovani, nel renderli pienamente consapevoli della possibilità di fare la propria piccola parte nel mondo. E ancora: la conoscenza dei luoghi e del confine del mare, il suo non essersi mai arresa, non aver mai detto con disillusione “basta, è finita, andiamo a casa”, perché per lei nulla è utile, nemmeno il voto, e tutto è invece necessario, sentito, amatosi scelto. Scelto, soprattutto. Ogni ingiustizia, rivolta verso chiunque, la sente sulla pelle, la digerisce male, si schiera. Bisogna decidere da che parte stare, ha sempre detto, perché non prendere posizione equivale a stare dalla parte del più forte, lasciando indietro i meno tutelati, i più poveri, insomma, per dirla in breve, la maggioranza di questo Paese. Perchè le disuguaglianze non le sopporta mai, non le giustifica mai. E se nei bar, parlando tra amici, abbiamo la spavalderia di dire che la nostra classe dirigente non ha dato nulla, tanto più allora si deve palesemente, con una scheda davanti, con quella penna che è la nostra arma, scegliere da che parte stare. Se potessi, se potessi, se solo potessi, io avrei già scelto
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