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Andrea Debunker Andrea Debunker pubblicato il 31 Luglio 2020 alle 15:29:
La libertà di pensiero all'Elba è talmente messa in pericolo, che l'autore del messaggio 135951 è libero di spacciare bufale a ripetizione.
Partiamo dalla questione pernice rossa a Pianosa. Innanzitutto va specificato che la specie presente a Pianosa non è la Alectoris rufa pura, estinta sull'isola a cavallo tra Ottocento e Novecento: Arrigoni degli Oddi dice che era già assente nel 1880; altri ancora presente nel primo decennio del XX secolo. Si tratta invece di un ibrididazione con la coturnice orientale (Alectoris chukra), introdotta, in numero di 10 coppie negli anni '80 dall'istituto di Patologia agraria dell'Università di Pisa (pag. 4, del Protocollo di eradicazione): quindi la popolazione presente costituisce un elemento del tutto artificiale inserito in un contesto naturale, privo di valore storico e concettualmente ricadente nella problematica ‘specie aliene’. (pag. 4).
L'autore parla di uccisioni. Falso. Lo stesso protocollo prevedeva la cattura tramite 100 trappole registrate e georeferenziate (pag. 10). Solo per gli eventuali singoli individui che non venissero catturati con i metodi appena descritti si valuterà l'opportunità di ricorrere all'abbattimento tramite arma da fuoco (pag. 11). L'autore afferma il falso anche quando attribuisce l'abbattimento ai cacciatori: Le operazioni di abbattimento [sono] condotte da personale di istituto in servizio, ovvero CFS, Polizie Provinciali e Guardia Parco (pag. 12).
Il protocollo è consultabile qui: https://www.restoconlife.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/protocollo-eradicazione-Pernice.pdf
Contro il problema dei cinghiali le soluzioni sono scarse e poco risolutive? I documenti "Misure per il controllo del cinghiale all'Isola d'Elba 2017-2021” e il "Protocollo operativo triennale per la riduzione drastica della popolazione del muflone (Ovis aries) nel territorio del Parco Nazionale all’Isola d’Elba Annualità 2016 -2019” evidenziano gli obiettivi per la gestione delle specie nei prossimi anni. Tali obiettivi si concretizzano nella drastica riduzione della consistenza delle due popolazioni”. https://www.islepark.it/attachments/article/1351/Capitolato%20tecnico.pdf
Il Parco quindi ha messo sul tavolo due protocolli: perché l'autore non si chiede che cosa hanno proposto i sette comuni elbani, questi fenomeni (a parole) degli interessi elbani? https://www.greenreport.it/news/aree-protette-e-biodiversita/per-lelba-e-il-tempo-del-coraggio-i-cinghiali-il-sindaco-il-parco/
Altre due perle:
Stato di abbandono delle cesse tagliafuoco? Infatti sono sempre stati programmati interventi di manutenzione. Per esempio questo, nel piano del Parco 2011-2015, pag. 189 minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/aib/piano_aib_pn_arcipelago_toscano_2011_2015.pdf Oppure i lavori di quest'anno https://iltirreno.gelocal.it/piombino/cronaca/2020/02/07/news/fuoco-prescritto-si-riapre-il-cantiere-in-zona-monte-orello-1.38439972
Sentieri non sistemati dal Parco? https://www.islepark.it/banca-dati/1219-manifestazione-di-interesse-per-lavori-di-manutenzione-straordinaria-della-rete-sentieristica-del-pnat
Infine: L'80% dei firmatari per l'area marina protetta non è elbano? A parte che la stessa area non riguarda solo l'Elba, l'autore non ha nessun dato per affermarlo, poiché change.org (la piattaforma su cui è stata lanciata la petizione) non è tenuta a pubblicare la residenza del firmatario. Quindi è una percentuale totalmente inventata e sparata a capocchia.
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